Genova. Il corteo organizzato da Libera per manifestare in ricordo delle vittime di mafia ha davanti a tutti proprio i familiari. Bandiere della pace, le istutuzioni, molti giovani, associazioni, ma davanti a tutti loro. Davanti a tutti ancora il loro dolore, rinnovato e costante. La loro forza e i loro ricordi.
“Siamo qui per non dimenticare i nostri cari, per fare in modo che tutto il paese ricordi queste persone morte anche per il resto dell’Italia”, dice Deborah Cartisano, figlia di Lollo, fotografo, rapito il 22 luglio 1993, a Bovalino, dove i sequestri della ‘ndrangheta a scopo estorsivo erano stati già 18. Il suo corpo fu ritrovato solo nel 2003.
“Devono essere ricordate – continua Deborah – come le persone capace di dire di no e che hanno permesso a noi di essere più libere”. E’ proprio per questo, come racconta ancora Deborah, che Libera sceglie di lavorare con le scuole, incontrare i ragazzi, affinché conoscano e non dimentichino.
“Queste cose non devono succedere più, vogliamo giustizia e legalità, abbiamo scelto Genova perché anche qui ormai è arrivata la mafia e dobbiamo sconfiggerla”. Aggiunge il papà di Celestino Fava, ammazzato a 22 anni dalla mafia.
La manifestazione è partita da piazza della Vittoria alle 9 e arriverà al Porto antico di Genova. Qui sarà allestito un palco dove saranno letti gli oltre 900 nomi di vittime delle mafie. Sono previsti interventi di familiari delle vittime, di un rappresentante di Avviso pubblico e la conclusione di don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Sono oltre 500, in rappresentanza di un coordinamento di oltre 5000 familiari, i parenti delle vittime di mafia che stanno manifestando, affiancati da associazioni, enti locali, istituzioni.