Savona. È passato un anno da quando sulle nostre coste sono arrivati 26 mila immigrati, che durante il conflitto in Libia, si aggiungevano a quelli già sbarcati nei mesi precedenti provenienti dalla Tunisia e dagli altri paesi dell’area nordafricana, superando la quota di oltre 60 mila in un momento importante di cambiamento storico negli equilibri geopolitici del mediterraneo.
La Caritas Diocesana di Savona, in collaborazione con la cooperativa sociale Progetto Città, ha partecipato all’accoglienza dando ospitalità a 18 profughi all’interno del Piano di Accoglienza Nazionale.
“La scelta fin da subito è stata quella di gestire un piccolo numero di immigrati, nonostante la forte esperienza maturata in questi anni sul tema dell’immigrazione ed in modo particolare con i Richiedenti Asilo” Spiegano i responsabili Caritas, unico ente, nel Ponente ligure, accreditato a gestire l’ordinaria accoglienza, tutela e integrazione dei Richiedenti Asilo del Sistema di Protezione (SPRAR) organizzato dal Ministero dell’Interno. L’emergenza e le difficoltà del momento, hanno spinto l’attivazione di numerose altre esperienze anche di 7 strutture ricettive o alberghiere disponibili.
“Non possiamo nascondere un po’ di preoccupazione nel prossimo periodo quando si dovrà affrontare il futuro di queste persone attraverso percorsi di inclusione sociale – proseguono dalla Caritas – la presenza sul territorio, oltre che a Savona, è in realtà abbastanza numerosa e diffusa in diversi comuni costieri e dell’entroterra (Albisola,Varazze, Bardineto, Osiglia, Millesimo, Pornassio, Finale
Ligure, Cairo Montenotte, Dego, Pietra Ligure e Borgio Verezzi)”.
“Crediamo che sarà importante l’attivazione di percorsi di inclusione attraverso risorse economiche, magari accantonate dai fondi erogati dalla Protezione Civile in questo anno, per facilitare la convivenza sociale” concludono