
Finale Ligure. Mai un’espulsione nella sua carriera, pochissime ammonizioni. In questa stagione, pur avendo giocato praticamente tutte le partite, si era beccato un solo cartellino giallo. Giovanni Bertone, 24enne di Finale Ligure, non è certo considerato una “testa calda” nell’ambiente del calcio dilettantistico ligure.
Per questo motivo, gli addetti ai lavori che ieri hanno letto il comunicato emesso dal Comitato provinciale Figc, avranno sicuramente provato un certo stupore nell’apprendere che gli sono state comminate sei giornate di squalifica. Ma soprattutto per il motivo: secondo quanto riportato dal giudice sportivo, il giocatore finalese, appena espulso, avrebbe strattonato l’arbitro, lo avrebbe spintonato e insultato.
Ad essere stupito, però, è soprattutto il diretto interessato. Bertone, difensore del Città di Finale, espulso dopo circa 25 minuti di gioco nella gara con il Plodio, non si capacita di ciò che il direttore di gara ha riportato nel referto, ritenendolo non solo esagerato ma del tutto inventato.
“Non posso accettare questa squalifica. Il problema non solo le sei giornate, ma la motivazione scritta dall’arbitro – spiega Bertone -. Ci saranno state oltre cento persone ad assistere alla partita, oltre a tutti i giocatori e dirigenti, e tutti potranno confermare la mia versione. Sono stato espulso perché ho contestato una mia ammonizione, forse l’ho fatto in modo un po’ colorito, ma è finita lì. Non ho assolutamente strattonato o colpito il direttore di gara. Mi sono allontanato verso gli spogliatoi e basta”.
Bertone, che nella sua carriera ha girato numerose squadre, recentemente ha militato nel Pietra Ligure e nel Legino, ed in passato ha giocato in serie D con il Sestri Levante e ha conquistato una promozione dalla Prima Categoria con la Veloce. Ora gioca in Seconda Categoria, ma chiede comunque un trattamento giusto e corretto. “La questione non si fermerà qua – sottolinea -. Non è giusto per la società né per me. Giochiamo a calcio a livello dilettantistico, senza prendere nulla ma allenandoci comunque tre volte a settimana, meritiamo di essere rispettati”.
“L’arbitro di domenica scorsa, a mio parere, non ha una grande fama, ma posso capire che abbia il suo carattere – afferma il difensore finalese -. Non accetto però che possa inventarsi le cose, infangando il mio nome scrivendo fatti mai accaduti durante una partita su un comunicato pubblico, letto da tutti. La Federazione ci ha detto di presentare una querela. Vorrei che fosse nota la verità”.