
Albenga. “Inadeguati a governare questa città”: questa in sintesi la motivazione con la quale il Pd di Albenga, nell’assemblea pubblica di ieri sera, ha chiesto le dimissioni del sindaco e della giunta di Albenga.
Nel corso degli interventi, i relatori, Andreis, Vio, Tabbò e Ghiglione, hanno elencato quelli che hanno definito gli “appuntamenti mancati” dall’amministrazione Guarnieri: dal porto al polo scolastico, dal Puc al depuratore consortile, per dimostrare la visione “condominiale” e di “corto respiro” del sindaco nel gestire la cosa pubblica.
Il filo conduttore della serata era teso a dimostrare che la giunta ingauna avrebbe rinunciato a svolgere il ruolo guida che compete alla città di Albenga nel dirigere le scelte del comprensorio verso mete di crescita e sviluppo, “concentrandosi – secondo il Pd – solo sulla gestione minuta del territorio comunale con la pratica di ripetute varianti al Piano regolatore Generale finalizzate a risolvere casi di interesse limitato a singoli cittadini, a volte consiglieri comunali”.
“Nel corso dei due anni di amministrazione Guarnieri sono state portate all’ordine del giorno del Consiglio ben 50 pratiche di varianti con un notevole carico insediativo che sarebbe stato meglio valutare in sede di Puc”, ha affermato il consigliere Ghiglione.
L’intervento conclusivo è stato affidato al Vice Segretario provinciale del Pd, Franco Vazio, che ha sottolineato le differenze tra la precedente e l’attuale amministrazione Guarnieri nella capacità di programmare opere di interesse generale, rivendicando alla Giunta Tabbò tutta una serie del interventi pubblici (la nuova passeggiata a mare, la nuova scuola di elementare di Campochiesa, la rotonda di Piazza Matteotti, il recupero del Fortino cinquecentesco, l’apertura del palazzo Oddi con la realizzazione dello spazio espositivo del piatto blu, il rifacimento delle piazze di Leca, l’avvio della raccolta differenziata, il finanziamento della ristrutturazione del cinema Astor, l’acquisizione delle aree fronte Centa per la realizzazione di un grande parco urbano, la redazione del Puc) che marcherebbero la differenza tra chi avrebbe operato con “ampio respiro programmatorio” e chi – conclude Vazio – “si vanta di avere sostituito la fontanella di Piazza San Francesco”.