Cronaca

Andora, donna trovata morta in casa: Procura apre inchiesta, indagati due medici

Savona Tribunale

Andora. Ad essere fatale a Marisa Frigerio, la donna di 63 anni trovata morta giovedì mattina nella sua villetta di via del Lampin 12 ad Andora, sarebbe stata una caduta, ma non quella capitata tra le mura domestiche. Dagli accertamenti degli inquirenti è emerso infatti che, qualche giorno prima di essere ritrovata senza vita nel bagno di casa dal figlio Francesco, Marisa Frigerio era scivolata sbattendo il fondoschiena a terra. Un incidente che aveva avuto conseguenze lievi, almeno secondo il parere del medico di famiglia e di un medico del Pronto Soccorso dai quali la donna si era fatta visitare. Per entrambi si trattava di un ematoma e niente di più.

La guarigione della signora sembrava procedere nel migliore dei modi, tanto che alla donna non sarebbe stato consigliato di sospendere la cura di anticoagulanti che assumeva abitualmente. Una decisione che potrebbe essere stata fatale per la donna: da quanto emerso dall’autopsia infatti oltre al trauma esterno Marisa Frigerio si era procurata un altro ematoma, stavolta interno, del quale nessuno si era accorto. Una lesione sulla quale la cura che stava assumendo la sessantatreenne (che in passato era stata titolare dell’Hotel Mambo a Laigueglia) avrebbe provocato l’effetto di non arrestare l’emorragia.

Vista questa probabilità il pm Giovanni Battista Ferro ha deciso di aprire un’inchiesta e ha indagato il medico di famiglia della donna, la dottoressa Alessandra Barberis, e quello del pronto soccorso che l’aveva visitata, la dottoressa Rita Gianatti. Per entrambi i dottori l’ipotesi di reato è omicidio colposo: l’inchiesta della Procura dovrà accertare se procedendo diversamente la morte di Marisa Frigerio poteva essere evitata.

“Come difesa adotto il silenzio stampa” è il commento di Paolo Gianatti, avvocato difensore e fratello della dottoressa Rita Gianatti che aggiunge: “La verità processuale porterà ai risultati processuali, con piena fiducia verso i consulenti nominati dal pubblico ministero e dalle difese. Anche i parenti hanno nominato un proprio consulente, quindi la verità di quanto successo sarà stabilita processualmente”.