Albenga. L’assessore Eraldo Ciangherotti interviene in merito alle polemiche relative al consiglio comunale di ieri sera: “Come da oramai preannunciato copione, l’aula del consiglio comunale di Albenga ha fatto concorrenza alle trasmissioni comiche di Zelig Circus con gli esponenti della minoranza nei panni di imitatori di Palmiro Cangini, divertente figura dell’Assessore alle ‘varie ed eventuali’. Nei panni del capocomico, il consigliere Silvio Cangialosi, ex Lega Nord oggi Gruppo Misto, il quale, scambiando i banchi del Consiglio per una riunione di condominio, ha dato vita ad una serie di esilaranti gag e farneticanti ragionamenti senza capo né coda, e facendo persino mettere agli atti un foglio con una fotocopia di un dito medio, rivolto al Presidente del Consiglio Comunale Massimiliano Nucera e a tutta l’amministrazione comunale, a sua detta un messaggio da parte di amici dell’assente Consigliere Vittorio Varalli. Un gesto nobile ed elegante, sicuramente un segno di grande rispetto per le istituzioni e per la stessa istituzione del consiglio comunale”.
“Nella lunga serata, poi, la minoranza non ha neppure mancato di distinguersi in mode insuperabile, per un testo da loro esposto alla Procura, alla Prefettura ed ai Carabinieri, pieno zeppo di illazioni ignoranti ed infamanti: tutto questo, per giustificare la richiesta di più tempo per leggere, studiare e osservare le pratiche di consiglio, come se personaggi politici non più di primo pelo, esponenti quali Tabbò, Vio, Pelosi, Vespo e soci, ex amministratori e vetusti habitués degli uffici comunali, non sapessero bene che presso ogni ripartizione del Comune sono depositati e accessibili per legge a tutti i consiglieri comunali i faldoni delle pratiche del consiglio, su cui conoscere progetti, regolamenti e varianti”.
“La sinistra di Albenga, già rinomata fin dagli scorsi decenni per alcuni suoi veterani dall’innata e reiterata passione del ‘e pe mì nu gh’è ninte’, avrebbe voluto far risuonare l’eco del tintinnio delle manette, a loro tanto caro, nel consiglio comunale, ipotizzando fantomatiche sanatorie di abusi edilizi attraverso pratiche urbanistiche portate in consiglio, di fatto senza aver ancora capito che, oltremodo ridicolo, il loro modus operandi, di moda per tanti anni e ben conosciuto agli Albenganesi che li hanno voluti togliere di mezzo, per fortuna non è il nostro. Io non ci sto a passare per quello che si sporca le mani con la politica: credo nei valori della legalità, della giustizia, della solidarietà. Ho rispetto per il denaro pubblico, sempre insufficiente, per andare in contro ai tanti disagi che colpiscono le famiglie. Ho rispetto per i dirigenti, i funzionari e i semplici dipendenti che ogni giorno entrano a Palazzo Civico per lavorare onestamente nell’esclusivo interesse pubblico di tutti. Ognuno di noi, nella Giunta Comunale, fa di tutto per assicurare la giustizia sociale, rigettando le vecchie abitudini del passato, rifiutando ogni favoritismo e smascherando ogni bieca strumentalizzazione”.
“Ecco perché non condivido e stigmatizzo ancora una volta il metodo politico del consigliere Silvio Cangialosi, rabbioso nei confronti della maggioranza, solo perché essa ha bloccato, anche se tardivamente per eccesso di fiducia, l’alienazione dell’alloggio comunale in comodato gratuito da oltre vent’anni al suo parente disabile; alloggio di circa 80 mq nel centro di Albenga, che lui stesso, già proprietario di un alloggio, avrebbe voluto acquistare e far intestare a sua moglie al prezzo di 130.000 euro. Anche per questo motivo abbiamo scelto lo strumento legittimo della seconda convocazione, previsto per legge e messo a disposizione dai regolamenti e statuti approvati dai nostri predecessori: è il prezzo per non scendere a compromessi e per non essere ricattabili da questa piuttosto che altra fazione”.