
Albenga. Maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, minacce aggravate, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Era questa la lista, piuttosto lunga, delle gravi accuse che venivano contestate a Remo Usai, quarantenne di Loano, che nell’agosto dell’anno scorso era stato arrestato dai carabinieri di Albenga dopo una lite con la convivente. Era stata proprio lei, dopo questa ennesima discussione accesa con il compagno, a presentare una querela ai militari nella quale raccontava di essere stata più volte minacciata, anche di morte, e picchiata tra le mura domestiche e, in un caso, anche di essere stata costretta a restare segregata in casa.
In tribunale ad Albenga, Remo Usai, assistito dall’avvocato Francesca Aschero, è stato però assolto “perché il fatto non sussiste”, e senza la recidiva reiterata specifica, dalle accuse di maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona e minacce aggravate nei confronti della sua compagna, mentre è stato condannato a nove mesi di reclusione per la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale (quando i militari erano intervenuti per sedare la lite domestica infatti erano stati insultati e spintonati dall’imputato). Le accuse di aver avuto comportamenti violenti nei confronti della sua convivente sono cadute proprio grazie alla testimonianza della donna che (oltre che aver rimesso la querela), nel corso del processo, ha ridimensionato i fatti e, di fatto, scagionato l’uomo.
Remo Usai, che per le accuse di maltrattamenti e l’episodio di resistenza era rimasto in carcere circa sette mesi (solo da qualche tempo è ai domiciliari), aveva sempre respinto tutte le accuse: già al momento dell’interrogatorio di convalida aveva raccontato i retroscena della sua relazione un pò complicata, a tratti turbolenta, con la sua compagna. L’uomo aveva spiegato al gip le ragioni per le quali, negli ultimi anni, spesso, lui e la sua compagna si erano allontanati per alcuni periodi. Quello di agosto non era il primo episodio per cui Usai veniva accusato di maltrattamenti (per questo all’uomo veniva contestata anche la recidiva reiterata specifica), ma già in passato queste situazioni si erano sempre chiarite.