
Liguria. Dipendenti di Poste Italiane in piazza a Genova per la manifestazione regionale organizzata da Slc Cgil e Failp Cisa: lo scopo è quello di richiamare l’attenzione sul momento di forte criticità che sta attraversando il servizio reso da Poste Italiane ai cittadini liguri e sulle difficili realtà lavorative dei dipendenti. Il corteo attraverserà il centro del capoluogo ligure.
Le rivendicazioni categoriali oggetto di vertenza hanno già originato diverse proclamazioni di scioperi degli straordinari (tuttora in atto, fino al prossimo 13 febbraio). “Non abbiamo trovano alcuna risposta da parte di un’azienda tutta orientata al profitto e molto poco alla qualità del servizio e alle condizioni di lavoro. I dipendenti di Poste Italiane in Liguria denunciano la forte carenza di personale in tutti gli ambiti aziendali: nel corso degli ultimi anni, nonostante siano stati tagliati centinaia di posti di lavoro con le pesanti ristrutturazioni operate e con gli insostenibili recuperi di produttività, risultano scoperte moltissime posizioni lavorative a causa del sostanziale blocco del turn-over”, spiegano i sindacati.
“A ciò si aggiungono i pesanti deficit organizzativi, le scadenti dotazioni strumentali (rilevante il ritardo nella sostituzione dei motomezzi dei portalettere, con grave aumento dei rischi di infortuni), la nuova piattaforma informatica che rallenta oltremisura i tempi di lavoro agli sportelli, un clima lavorativo caratterizzato da notevoli tensioni a causa delle forti pressioni commerciali, carichi di lavoro insostenibili (con sistematici sforamenti di orario non riconosciuti), ritardi nell’attuazione delle normative in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Il tutto si traduce anche in un serio scadimento della qualità del servizio del quale i cittadini si sono ben accorti, come mostra il moltiplicarsi delle segnalazioni indignate agli organi di stampa. E ciò ad onta dei floridi bilanci sbandierati dal management societario: nel 2010 un attivo di un miliardo e 18 milioni di euro; nel solo primo semestre del 2011 un segno più di oltre 400 milioni di euro”, concludono Umberto Cagnazzo, Slc Csil e Paolo Diaspro, Failp Csal.
Da qui la manifestazione dell’8 febbraio, con cui i due sindacati intendono aprire un dialogo a 360° con i cittadini, le istituzioni che li rappresentano e le organizzazioni che ne tutelano gli interessi in quanto consumatori/utenti per indurre Poste Italiane a porre infine rimedio al peggioramento delle condizioni di lavoro e allo scadimento della qualità del servizio offerto.