Borghetto S.S. Parenti, amici e colleghi di lavoro. C’erano tutti questa mattina nella parrocchia di San Matteo di Borghetto per l’ultimo abbraccio a Gianni Ghibaudi, il pilota d’aereo ed ex comandante della Marina Militare scomparso a 46 anni in un tragico incidente stradale all’alba di lunedì mattina sulla A26, poco dopo Ovada.
Un migliaio di persone, tantissimi i colleghi piloti e le hostess presenti che avevano lavorato con lui, così come i compagni di corso nella Marina Militare. I funerali sono stati celebrati da Don Antoine, che ha parlato di Gianni come di un uomo “dalla grande capacità di vivere a contatto con gli altri e di regalare sorrisi e affetto”. “D’altronde – ha aggiunto il parroco – la presenza di tante persone qui oggi lo dimostra”.
Una folla commossa e composta, che si è lasciata andare ad un lungo applauso a conclusione della preghiera del marinaio, intonata durante la cerimonia, e alla fine della messa, dopo i saluti di papà Duilio che ha voluto ringraziare i presenti, compresi quelli rimasti fuori dalla chiesa gremita.
Il feretro, su cui campeggiava la foto sorridente del pilota con l’aereo dell’Alitalia sullo sfondo, è uscito dalla parrocchia di San Matteo accompagnato da un doloroso silenzio. La salma di Ghibaudi verrà tumulata nel cimitero di Coazze, vicino a Torino.
Secondo la ricostruzione della polizia stradale, che non sembra avere dubbi sulla dinamica dello schianto, il pilota stava viaggiando sull’A26 in direzione Genova al volante di una Fiat Stilo, quando all’improvviso, dopo l’uscita di una galleria, la vettura ha sbandato andando a finire prima contro il guard-rail di destra e poi quello di sinistra. Ghibaudi è morto quasi sul colpo a causa del violento impatto. Sull’asfalto gli agenti non hanno rilevato la presenza di ghiaccio e quindi potrebbe essere stato un colpo di sonno oppure un malore a far perdere il controllo del mezzo al quarantaseienne.
Ghibaudi era nato a Torino e residente a Borghetto Santo Spirito, aveva studiato presso l’Accademia Navale di Livorno ed era stato comandante della Marina Militare dall”87 al 2004: a partire da marzo 2004 aveva lavorato come pilota presso la compagnia aerea Alitalia. Di recente aveva ripreso a volare con una compagnia albanese. Il pilota era molto noto negli ambienti della Movida rivierasca, soprattutto nella compagnia che si fa chiamare “cani sciolti”.











