Savona. Domani torna in piazza Sisto IV a Savona la campagna di informazione sui costi della chiesa, promossa da Democrazia Atea. Questa volta con un banchetto informativo dove i cittadini potranno trovare un interessante video che illustra i costi della chiesa, oltre a materiale informativo. “Parleremo – dice l’esponente di Democrazia Atea Franceso Zanardi – anche del provvedimento Monti che riguarda l’ICI alla chiesa, che trova già alcuni problemi”.
“La chiesa parla di 100 milioni di euro, altre ricerche compresa la nostra invece parlano di 2 miliardi, dati parecchio discordanti, per questo motivo Democrazia Atea ha al punto 1 e 2 del suo programma il censimento degli immobili delle organizzazioni religiose al fine di aggiornarne la rendita catastale per il pagamento dell’imu e quello delle attività commerciali esercitate delle organizzazioni religiose”.
“Dati fondamentali per poter calcolare anche sugli immobili della chiesa il dovuto. Per questo motivo nutriamo qualche perplessità sulle dichiarazione del Presidente del Consiglio per la tassazione Ici sui beni ecclesiastici. Adesso andiamo a capire: una casa di accoglienza (che altro non è che un albergo a volte anche a più stelle) che cosa è per il fisco? Se è una casa di accoglienza non è un attività commerciale, in quanto una casa di accoglienza è ritenuta un convento adibito ad accogliere pellegrini, nonostante si paghi in alcuni casi anche 300 euro a notte” osservano da Democrazia Atea.
“Un agenzia turistica che fa turismo religioso in luoghi di culto, cosa è in termini commerciali? Se è orientata all’esercizio del culto è non profit e quindi? Teniamo presente che 1/3 del patrimonio immobiliare del paese è di proprietà del Vaticano, se solo la metà cade sotto la denominazione di edifici per l’esercizio del culto per i vari motivi di cui sopra, allora di che stiamo parlando. Poi se andiamo a verificare il rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno di uno stesso immobile, ci accorgiamo che una clinica privata al cui interno c’è una chiesa e immobili devoluti all’ uso delle suore ci accorgiamo che di quella clinica alla fine sarà definita attività commerciale solo una piccola percentuale, perchè il resto è sempre destinato al culto. Ma tutto questo è possibile solo perchè esiste un Concordato che fa da scudo, aboliamolo e facciamo come fanno le altre confessioni: pagano tutto di propria tasca. E fin qui – concludono da Democrazia Atea – abbiamo parlato solo di IMU (o ICI) , ma non perdiamo di vista che quelle attività hanno esenzioni sostanziose anche sull’IRPEF , IRAP , IRES e quant’altro”.