Varazze. “Ancora una volta il curatore Galantini non perde occasione per sottolineare il vero obiettivo del suo lavoro: salvare e far ripartire il sito produttivo di La Spezia saccheggiando il cantiere di Varazze. Dopo aver svenduto il marchio, e mentre si adopera in tutti i modi per frenare le trattative con Azimut, ha concesso l’ingresso nel cantiere di Varazze ad emissari del cantiere di La Spezia che sono venuti a visionare lo scafo del 44 metri per verificarne le condizioni. L’obiettivo chiaro è quello di portarlo via dal sito produttivo di Varazze per terminarlo a La Spezia”. E’ la denuncia di Pietro Scartezzini della Rsu dei cantieri navali Baglietto di Varazze.
“Una cosa è certa – prosegue Scartezzini – i lavoratori non permetteranno mai l’uscita dello scafo dal cantiere. La possibilità di una rapida ripresa produttiva passa anche dall’interesse, avanzato da Vitelli, per l’acquisto dello scafo del 44 metri, un’imbarcazione unica nel suo genere, capace di viaggiare a oltre 29 nodi ospitando 12 passeggeri e 8 membri di equipaggio nel massimo comfort. Capiamo che la nuova proprietà di La Spezia sia interessata a questa imbarcazione, che rappresenta appieno i valori del marchio Baglietto, ma se voleva finirla doveva comprarsi anche il sito varazzino perché da qui non se ne andrà”.
