
Albisola S. Era la notte tra il 18 ed il 19 dicembre del 2004 quando, ad Albisola Superiore, durante il regolamento di conti tra due gruppi di sfruttatori che si contendevano una prostituta ucraina, venne ucciso un albanese, Skender Kajno. Per quel delitto, con il rito abbreviato sono già stati condannati, a 14 anni di reclusione ciascuno, Ermal Ramaj, 29 anni, e Arber Osmanaj. A giudizio, per i fatti di quella notte, sono finite anche altre quattro persone: Qemal Ramaj (fratello di Ermal), 33 anni, di nazionalità albanese, e gli ucraini Lesya Detsyk, di 40, Stepan Maslo, di 48, e Roman Holovaty, di 42, accusati a vario titolo di rissa, omicidio, tentato omicidio e ricettazione.
Questa mattina in Corte d’Assise è stata celebrata una nuova udienza del processo durante la quale è stato ascoltato come testimone il maresciallo Napoli, uno dei militari che era intervenuto per sedare la rissa. Sempre oggi è emerso che uno degli imputati, Stepan Maslo, nel frattempo sarebbe deceduto. Il tribunale di Savona pertanto si è attivato per verificare questa circostanza: se venisse confermato infatti si dovrà procedere con lo stralcio della sua posizione. Maslo doveva rispondere dell’accusa di rissa in concorso con gli altri tre imputati e di ricettazione di una pistola semi automatica (modello Sig Sauer) in concorso con Holovaty.
L’accusa di omicidio e di tentato omicidio in concorso è invece contestata solo a Qemal Ramaj (considerato l’autore materiale del gesto, ora latitante), che avrebbe agito in concorso con il fratello e con Osmanaj. Oltre a Skender Kajno, che fu colpito mortalmente, durante la rissa era rimasto gravemente ferito anche Fatos Kajno: lui, nonostante una grave lesione epatica, se l’era cavata. Il processo in Corte d’Assise continuerà il prossimo 24 aprile.
Secondo quanto accertato dagli inquirenti al centro dello scontro finito nel sangue c’era una ragazza che, dopo aver avuto una storia con uno dei fratelli Ramaj, voleva uscire da giro della prostituzione e aveva trovato ospitalità presso una casa di Albisola. Lo sgarro aveva attirato la vendetta della banda di sfruttatori, sfociato nell’episodio di sangue.