Savona. I risultati delle perizie sembrano confermare i sospetti della Procura sulla vicenda dello strano incidente che, l’11 gennaio di un anno fa, aveva visto coinvolto uno yacht di 24 metri, il “Kiss”, a sei miglia al largo delle coste savonesi. L’imbarcazione, con a bordo due membri dell’equipaggio, aveva rischiato di affondare, ma era stata salvata in extremis grazie all’intervento di una motovedetta dei vigili del fuoco che stava svolgendo un’esercitazione poco distante dal luogo dove era partito l’sos. Da subito però il sospetto degli inquirenti era che l’affondamento della barca non fosse una fatalità.
Nei giorni scorsi gli uomini della sezione operativa navale della guardia di finanza e della guardia costiera, che hanno seguito l’indagine coordinati dal pm Ubaldo Pelosi, hanno ricevuto i risultati degli accertamenti svolti sullo yacht. Le perizie svolte sul “Kiss”, che era stato sequestrato dopo il quasi affondamento, hanno chiarito che c’era stata una rottura dolosa dei tubi di collegamento delle prese a mare dei due motori. Inoltre i dispositivi di sicurezza per le acque di sentina erano stati disattivati. Elementi che hanno rafforzato l’ipotesi accusatoria della Procura che ha così indagato a piede libero per naufragio doloso tre persone: l’armatore, F.P., 47 anni, milanese, e i due membri dell’equipaggio, L.F., 44 anni di Napoli, e M.M. di 55 anni, entrambi residenti nel Comasco.
L’inchiesta ha anche accertato che l’imbarcazione era stata assicurata con una polizza da 600mila euro (secondo la Procura un valore di quattro volte superiore a quello reale). Un elemento che, se arrivasse una querela da parte della compagnia assicurativa, potrebbe far scattare anche l’ipotesi di truffa. Un altro particolare che aveva fatto insospettire gli inquirenti era che tutti gli arredi interni della barca erano stati smontati. Come se qualcuno avesse voluto “salvare” tutti i pezzi che potevano essere riutilizzati.
Le indagini erano iniziate poco dopo l’incidente dell’imbarcazione, che una volta trainata in porto era stata ispezionata per capire le cause del principio di affondamento: l’acqua era entrata dal vano motore inclinandolo verso poppa in pochi minuti e solo grazie al pronto intervento dei vigili del fuoco si era evitato che il “kiss” colasse a picco (in un punto in cui il fondale è profondo circa 400 metri). Lo yacht di 24 metri, era stato sottoposto a sequestro preventivo in attesa e ormeggiato presso il cantiere “W Service”.
La barca, iscritta nel registro di Sanremo, stava per essere trasferita da Genova al porto della località del ponente ligure per degli interventi di manutenzione. Fino al maggio 2010 lo yacht era utilizzato per attività di noleggio per poi diventare imbarcazione adibita ad uso diportistico.









