Cronaca

Muore in cella il 28enne savonese Fabio Parodi: era recluso per furto e spaccio

carcere

Savona. E’ morto nel carcere di Imperia, dove scontava la pena per reati di spaccio e furto, il savonese Fabio Parodi, 28 anni. Il giovane nel 2008 era finito nelle maglie dell’inchiesta “Maracanà” portata a termine dalla polizia con una serie di arresti nel mondo savonese degli stupefacenti.

Fabio Parodi, che nel 2009 era stato condannato anche per aver derubato il fioraio del cimitero di Zinola, è stato trovato privo di vita nella cella che divideva con altri ristretti. Sono in corso accertamenti per capire le cause del decesso.

“La notizia della morte di un detenuto italiano nel carcere di Imperia intristisce tutti, specie coloro che il carcere lo vivono quotidianamente nella prima linea delle sezioni detentive, come le donne e gli uomini della polizia penitenziaria che svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità. Come a Imperia, realtà comunque difficile come dimostrano anche gli eventi critici avvenuti nel corso del 2010: parliamo di 13 episodi di autolesionismo, di 3 tentati suicidi, 11 soggetti che hanno in essere ferimenti, 12 scioperi della fame e 2 episodi violenti che hanno determinato danneggiamenti di beni dell’amministrazione penitenziaria” commenta Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

L’operazione “Maracanà” (nome di un campetto da gioco savonese) aveva consentito di stroncare un sodalizio criminoso, costituito da cittadini italiani e albanesi, aventi anche ramificazioni internazionali, dediti a reati come lo spaccio di cocaina, hashish, marjiuana, Mdma, ecstasy e altre droghe sintetiche negli ambienti scolastici e calcistici. Parodi era finito nella sequela degli arresti, quando ancora risultava studente.

“Questa ennesima morte di un detenuto testimonia ancora una volta la drammaticità della vita nelle carceri italiane – rilancia il Sappe – A poco o nulla è servita ad oggi la legge approvata sulla detenzione domiciliare, la legge 199 del novembre 2010 (improvvidamente definita ‘svuota carceri’), che consente di scontare ai domiciliari pene detentive non superiori a un anno, entrata in vigore il 16 dicembre scorso. Rispetto all’indulto che fece uscire complessivamente e quasi subito circa 35 mila persone detenute, ad oggi con la legge sulla detenzione domiciliare sono uscite poco più di 4mila persone dalle oltre 200 carceri italiane e solo 152 in Liguria”.

Martinelli denuncia ancora una volta le criticità del penitenziario di Imperia: “Mancano in organico circa 30 agenti di polizia penitenziaria mentre i detenuti sono costantemente oltre la capienza regolamentare: 100/110 i presenti (il 60% dei quali stranieri) a fronte di 69 posti letto. E’ dunque necessario intervenire anche incrementando concretamente gli organici dei baschi azzurri in servizio nella struttura di Imperia”.