
Provincia. Regione Liguria e Provincia di Savona al lavoro per risolvere la complessa questione della depurazione delle acque nel ponente savonese e, prima di procedere ad un possibile commissariamento dei comuni, valutare i margini di manovra sull’iter di realizzazione del depuratore consortile a Villanova d’Albenga.
L’assessore provinciale Santiago Vacca convocherà nel mese di gennaio i comuni interessati con l’obiettivo di uscire dall’ sulla depurazione e la rimodulazione tariffaria necessaria per varare il nuovo impianto. Dalle verifiche disposte da Palazzo Nervi al momento non tutti le amministrazioni comunali hanno approvato le relative delibere sugli aumenti tariffari stabiliti in sede di Ato. “I comuni comunque non sono obbligati e attendono di valutare anche l’evoluzione normativa sulla depurazione e la gestione del ciclo idrico (anche alla luce del referendum)” sottolinea l’assessore provinciale Santiago Vacca, che non nasconde certo la complessità del problema e della stessa materia che dovrà essere affrontata dagli enti locali.
“Aspettiamo di vedere se prenderanno corpo gli opportuni strumenti normativi per arrivare al gestore unico, come prevede espressamente la legge, ed avere così una regolamentazione chiara sulla gestione del ciclo delle acque con azioni vincolanti per i comuni. Stiamo lavorando con la Regione Liguria per arrivare ad una soluzione e procedere con l’iter di realizzazione del depuratore” conclude Vacca.
La tariffa approvata dall’Ato che raccoglie i 69 Comuni savonesi è di 1,38 a metro cubo (suddivisi in 0,63 per gestione acquedotto, 0,12 per rete fognaria e 0,63 per depurazione), in più rimane la tariffa fissa, che non dovrebbe superare i 64 euro e dovrà essere modulata per prime e seconde case. Solo con l’approvazione di un piano provinciale Ato, e l’applicazione delle tariffe nei diversi sub-ambiti locali, Palazzo Nervi procederà a definire il futuro della Depuratore ingauno srl, attualmente in liquidazione, che nelle intenzioni della Provincia dovrebbe tornare ad essere operativa con un nuovo statuto ed nuovo Cda, e con il passaggio delle quote dell’ente provinciale al Comune di Alassio, intenzionato ad aderire il progetto consortile.