Economia

Convegno sulla meccanica in Val Bormida, conclusioni unanimi: “Il settore ha ancora un futuro”

Cairo Montenotte. “Il Futuro della meccanica in Val Bormida” è il tema del convegno che si è tenuto questa mattina presso la sede dell’Itis di Cairo Montenotte.

All’evento hanno partecipato, oltre alle autorità locali con i sindaci dei Cairo, Millesimo, Cengio e Carcare e i rappresentanti della Provincia, personalità del mondo economico e imprenditoriale.

Nell’aula Magna dell’Istituto Tecnico Industriale “G. Ferraris” di Cairo Montenotte, in via Allende, dopo il saluto del dirigente scolastico Giovanni Bonifacino, sono intervenuti i primi cittadini della valle per far il punto sull’economia.

Concorde la loro opinione: in Val Bormida la meccanica ha ancora un futuro ma, inevitabilmente, deve adattarsi ai cambiamenti dell’epoca.

Ad esaminare quale branca possa far rifiorire il settore è il primo cittadino cairese, Fulvio Briano. “Può avere un futuro soprattutto la meccanica di precisione – spiega -. La meccanica applicata all’industria che ancora funziona in Italia. Qui abbiamo officine meccaniche molto importanti che variano come numero di occupati, passando da quella con i cinque addetti fino ai settanta o ottanta, come nel caso del gruppo Ghiglia, oggi qui presente, che lavora nel ferroviario. Si tratta di un comparto che dà ancora lavoro a moltissime persone e che in Val Bormida ha una tradizione storica che non va dimenticata”.

L’assessore provinciale alle Politiche economiche e del lavoro, Giorgio Sambin, vede un futuro roseo per il settore. “Sicuramente la meccanica avrà un futuro in Val Bormida – afferma -. Siamo qui per parlarne. Io arrivo da questo settore e non posso che esserne un grande sostenitore. Finita la bolla della new economy ci siamo resi conto che quella che si può definire old economy è ancora ciò che può dare una solidità al tessuto economico territoriale. Sicuramente la Val Bormida dovrebbe puntare su una meccanica di nicchia, non più la grande meccanica che viveva sull’indotto dell’industria locale, quale il polo clinico valbormidese o la centrale di Vado Ligure, bensì su una meccanica più fine, più specializzata. Ad esempio quella del mondo ferroviario o nel mondo delle menutenzioni”.

“Le proiezioni nazionali – spiega il preside Giovanni Bonifacino – dicono che la maggiore richiesta è sulla meccanica che, comunque, è un elemento di base. Il gioco delle forze, le cose che costruiamo, hanno pur sempre una base meccanica. E’ pur vero che la gestione dell’informazione e quant’altro sono importanti, però qualunque cosa con cui veniamo a contatto ha una struttura che presuppone una conoscenza di tecnologie meccaniche, perché su di esse è basato l’hardware. Penso che la meccanica avrà sempre un futuro”.