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Albenga, megatorri all’Ortofrutticola. Tabbò: “Non solo non c’è chiarezza sulle cubature, ma si vuole spostare l’asse della città”

Albenga. Il rendering delle due torri previste al posto dell’attuale stabilimento dell’Ortofrutticola albenganese, in via Dalmazia, è eloquente. Per Antonello Tabbò, ex sindaco che durante il mandato aveva dovuto affrontare la bufera sul progetto Consuegra, bisogna prima vedere le esatte cubature: “A differenza di altri che in passato hanno strumentalizzato, prima voglio esaminare bene il progetto – afferma da consigliere d’opposizione – Occorre vedere qual è il contesto, altrimenti sono evidenti i problemi di impatto e forti anche. Ma qui è un problema più generale, di pianificazione urbanistica”.

“Infatti – prosegue – il progetto è da interpretare in una visione territoriale e di pianificazione, non navigando a vista come fa la giunta Guarnieri. Così come emerge sinora, significherebbe spostare l’asse della città. Su questo punto ci vogliamo confrontare. Inoltre, non sono chiari i dati sulla cubatura”.

Sarebbero previsti 47 mila metri cubi di nuove costruzioni. “Non si può dire, come fa il sindaco, che siano meno, visto che il piano attuativo che si era ritrovato la mia amministrazione ne prevedeva 42 mila” evidenzia Tabbò.

L’idea progettuale presentata dalla società piemontese “Vista Mare”, proprietaria della sede all’incrocio con via Patrioti e viale Che Guevara, prevede due grattacieli di sessanta metri, che diventerebbero i due edifici più alti del comprensorio ingauno.

“Inutile fare dichiarazioni superficiali su un progetto di questa portata. Per ora non vogliamo fare ostracismo premeditato, ma valutare attentamente. Sicuramente è prevedibile una modifica all’altezza sulla variante” commenta Tabbò.

Per ora il sindaco Rosy Guarnieri ha anticipato che “ci sarà una piazza 1500 metri quadrati, ricavata nello spazio guadagnato con l’innalzamento degli edifici, poi un auditorium con 250 posti a sedere, centinaia di posti auto a raso, una nuova passerella pedonale rialzata verso il lungomare e l’allargamento del sottopasso stradale di via San Gottardo” e che “l’opera pubblica più importante finanziata dai costruttori delle torri sorgerà in viale Otto Marzo, dove l’amministrazione concederà un terreno di proprietà comunale per consentire la creazione del nuovo asilo Ester Siccardi”.

La memoria torna alla polemica sulle torri ideate dall’architetto spagnolo Guillermo Vazquez Consuegra, nella zona dell’ospedale, in pieno centro, e proposte dalla “Progetto Ponente” composta dall’Arte (Agenzia regionale territoriale per l’edilizia) e dall’impresa edile di Andrea Nucera, quest’ultimo oggi latitante dopo il tracrollo a domino del suo impero societario.

Allora si era scatenata una battaglia anche mediatica, con capofila il papà di “Striscia la notizia” Antonio Ricci, supportato da nomi come Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio. Il progetto che metteva in ombra, letteralmente, il quadrilatero storico era stato poi affossato.

Lo ricorda il professor Pier Franco Quaglieni del “Centro Pannunzio”, animatore della battaglia contro le torri avanguardistiche: “Era già emersa all’epoca, due anni fa, l’idea di spostare la cubatura di queste torri nella zona mare. Sarebbe stato un intervento devastante, anche per il traffico che avrebbe generato. Il caso Consuegra era diventato nazionale. Gli albenganesi non avevano ben chiaro l’impatto che potessero avere quegli edifici, oscurando il sole del centro storico: merito di Ricci che aveva proiettato la questione a livello nazionale. Ora, per via Dalmazia, occorre considerare se si tratta di grattacieli che abbiano o meno contraccolpi sul tessuto urbano e sociale circostante”.