Savona. “Chiediamo un incontro urgente con il sindaco per capire se queste affermazioni siano frutto di semplice confronto politico o se scaturiscano da indirizzi programmatici del piano del traffico nella discussione del quale non sono stati minimamente coinvolti categorie e operatori portuali. Diciamo anche forte e chiaro che, pur aprendoci al confronto come nostra abitudine, difenderemo sempre il nostro lavoro con la determinazione che la storia del porto dimostra”. E’ quanto scrivono la Compagnia Portuale Pippo Rebagliati, i Terminalisti, le Agenzie Marittime e di Spedizioni, e gli Autotrasportatori del porto in relazione alle affermazioni fatte dall’assessore Paolo Apicella e dal consigliere Livio Bracco in Consiglio Comunale, con l’ipotesi di tassare gli automezzi pesanti che attraversano la città diretti o provenienti dalle banchine.
“Vogliamo partire dagli studi e dalle conseguenti considerazioni che, nel corso degli ultimi anni, sono stati fatti sull’impatto del traffico cittadino – osservano imprese e lavoratori portuali – ricordando che è stato ampiamente dimostrato che il sovraccarico registrato non è da imputare ai volumi di veicoli in ingresso e in uscita dallo scalo bensì al traffico fisiologico sulla dorsale (gli studi più recenti del 2008, realizzati anche in collaborazione con il Comune di Savona, indicano punte medie di passaggi orari attestati sulle 2200 unità a fronte delle 150-200 da riferire al traffico portuale)”.
“E’ evidente che la pressione su corso Mazzini è quindi attribuibile al traffico di transito di veicoli da Ponente a Levante; la soluzione, rispetto a questo tipo di problema, è stata data fortunatamente con l’avvio dei lavori dell’Aurelia Bis. L’introduzione di fasce orarie e di tasse di accesso per i mezzi pesanti, come prospettati dall’assessore Apicella, significano per il porto la perdita di competitività e di clienti – sottolineano Compagnia e associazioni di impresa – . Per questo le nostre organizzazioni, che rappresentano 2.600 famiglie che lavorano sul porto (numero al quale occorre aggiungere tutto l’indotto pari a circa 5.800 addetti) non hanno nessuna intenzione di non difendere il loro lavoro e una delle più importanti filiere ad alto valore occupazionale capace di creare ricchezza per Savona e per il comprensorio”.
La presa di posizione del mondo portuale è stata seguita da una precisazione dell’assessore allo Sviluppo Economico Paolo Apicella, intesa a chiudere la polemica: “Le mie dichiarazioni sono strettamente correlate alle eventuali soluzioni contenute all’interno del Piano del Traffico in funzione di un alleggerimento del flusso veicolare verso e dalle strutture portuali. Ad oggi, l’Amministrazione comunale non intende adottare le suddette soluzioni; in primo luogo, perchè il Piano del Traffico non è ancora stato approvato dal Consiglio Comunale, e comunque quelli riportati sono esclusivamente suggerimenti e proposte da parte dei redattori del Piano, non vincolanti né obbligatori”.
“In secondo, perchè decisioni di tale portata, come peraltro si evince dalle mie dichiarazioni, sono subordinate ad un confronto con tutti i soggetti interessati, dall’Autorità Portuale, alle associazioni di categoria, agli utenti del porto. In terzo, non ritengo sia utile ed efficace un’operazione legata solo ad un settore per quanto concerne un miglioramento della attuale situazione, ma deve inserirsi in un ragionamento più ampio che riguardi anche il traffico legato alla città, al sistema parcheggi, alla pedonalizzazione, e a tutti quegli elementi che influiscono negativamente sul tratto stradale che collega il porto di Savona al casello autostradale di Legino; elementi a mio avviso superiori al traffico prettamente portuale” conclude Apicella.
