Cronaca

Protesta pendolari, Truzzi (Assoutenti) contro Vesco: “Mi ha ripagato con la moneta dell’infame”

Furio Truzzi, assoutenti

Liguria. Un attacco “virtuale”, dalle pagine di Facebook, e rivolto all’assessore regionale ai Trasporti Enrico Vesco. E’ quello lanciato da Furio Truzzi, presidente di Assoutenti Liguria, a poche ora dalla protesta dei pendolari in Regione che ieri ha portato alla sospensione della seduta consiliare. “Lo abbiamo sempre aiutato, ma il ‘sogliola’ mi ripaga con la moneta dell’‘infame’”, esordisce.

“L’amico carissimo Carlo Palmieri, vero leader dei pendolari liguri mi aveva avvertito, dicendo ‘attento che se mi sostieni potrebbero agire contro di te anche con mezzucci e trabocchetti’ – prosegue Truzzi – Infatti nel corso dell’incontro in consiglio, mentre parlava Palmieri, ricevo una telefonata dall’ufficio dove lavoro (un ente della regione Liguria) e il capo del personale mi informa che l’assessore Vesco vuole sapere se ero o no in servizio vista la mia presenza alla riunione, evidentemente a lui non gradita”.

La reazione di Truzzi, a questo punto, diventa forte. “Non ci ho più visto perché Vesco lo abbiamo sempre aiutato e non mi aspettavo di essere pagato con la moneta dell’‘infame’. Sono una persona seria che aveva preso regolarmente permesso personale per stare vicino ai pendolari come sempre accade quando rappresento gli utenti – spiega – mi aspettavo di essere tutti uniti per i diritti dei pendolari perché Vesco, per quanto abbia un cognome che inizia con ‘v’ come Valletta, non lo facevo filopadronale da reparti confino, ma di sinistra. Se pensava di intimidirmi ha sbagliato i conti: anche se sono un dipendente della Regione non pensi che sia un ‘suo’ dipendente”.

“Dopo 40 anni passati a difendere i più deboli nei movimenti giovanili, nel sindacato e ora nei consumatori tra denunce per cortei non autorizzati, querele per averne cantato quattro a qualche padrone, mi mancava l’intimidazione del ‘sogliola’”, conclude Truzzi.