
Savona. La diocesi di Savona-Noli sceglie di occuparsi direttamente dell’argomento pedofilia, dopo le sempre più diffuse polemiche sul ruolo omertoso dell’istituzione ecclesiastica e le accuse circostanziate che toccano la stessa comunità religiosa savonese. Oggi, al silenzio e alle scarne dichiarazioni, la diocesi contrappone progetti concreti affinché episodi terribili e funesti non si ripetano più.
“Abbiamo avviato dei percorsi in questo senso insieme ad associazioni laiche, come Cimas, riconosciute a livello nazionale e internazionale, e che dunque danno garanzie di serietà, per studiare un problema che va debellato e che riguarda la Chiesa così come la società in genere – spiega il vescovo Vittorio Lupi – Alla fase teorica ora facciamo seguire quella pratica, affrontando il fenomeno in modo più vasto ossia con il Consiglio Pastorale diocesano che è l’organo che affianca il vescovo in tutte le decisioni. Avvieremo seminari e incontri, e studieremo strategie per prevenire reati simili che sono ancora più gravi se compiuti da un sacerdote che dovrebbe essere una persona affidabile e a cui fare riferimento. Uno dei compiti della Chiesa è di educare e noi proveremo a farlo anche in questo senso. Siamo consapevoli che si tratta di un problema che non possiamo nè vogliamo certo ignorare, ma anzi combattere. In questo percorso ci faremo guidare da associazioni laiche che hanno garnde esperienza nel settore”.
Una risposta, questa, anche al grande accusatore della diocesi di Savona-Noli, Francesco Zanardi, che, tra dichiarazioni stampa, pellegrinaggi della verità e scioperi della fame, ha sempre chiesto alla Chiesa e, in particolare al vescovo Lupi, attenzione per le vittime e il coraggio di affrontare una scomoda verità.
Il percorso promosso dalla diocesi sarà guidato da due esperti: Dante Ghezzi, psicologo e psicoterapeuta del centro milanese “Tiama” per minori abusati nonché docente presso la scuola di psicoterapia Mara Selvini sempre di Milano, e Antonello Angeli, consulente pedagogico che ha lavorato a lungo con minori vittime di maltrattamenti e abusi, sia come educatore che come coordinatore e che attualmente si occupa di progettazione e valutazione di servizi psico-socio-educativi rivolti ai minori e alle loro famiglie. Entrambi lavorano anche per il Coordinamento italiano dei servizi per il maltrattamento e l’abuso all’infanzia (dove Angeli è anche membro del direttivo nazionale) e sarà proprio il Cismai, una realtà aconfessionale riconosciuta a livello nazionale e internazionale (per intenderci anche da Unicef e Save the children – vedi box), a supervisionare l’intero percorso.
Una sfida importante per la diocesi di Savona-Noli, anche aldilà delle tristi vicende di pedofilia che l’hanno toccata in passato. Come spiegano vescovo e pro-vicario, le inchieste faranno il loro corso, ma qui, senza dimenticare il passato, si vuole soprattutto costruire bene il futuro. Un futuro basato su fondamenta solide e su un terreno che diventi arido per ogni forma di abuso, in modo che si possa affermare “mai più”.
“Questa piaga ha purtroppo attraversato anche la nostra chiesa, ma il percorso che presentiamo oggi vuole andare oltre e non è certo limitato ai casi savonesi o ai casi che riguardano i sacerdoti – afferma il vescovo Vittorio Lupi – anche se fossimo una diocesi non coinvolta affatto da queste tristi vicende, sarebbe comunque utilissimo intraprendere un cammino del genere volto alla prevenzione. La pedofilia si può annidare anche nelle famiglie, nelle scuole, nelle palestre. Certamente per un prete è un crimine ancora più grave e ingiustificabile, proprio per il ruolo che il sacerdote riveste, ma noi non dobbiamo restringere il campo, vogliamo invece prevenirla in tutte le sue possibili forme”.