Finale. Marco “Thomas” Tomassini, climber e chiodatore Finalese, ha pubblicato “Finale Climbing”, la sua seconda guida di arrampicata sulle falesie del Finalese. Un lavoro accurato e meticoloso, che nell’arco di due anni e mezzo ha visto Tomassini muoversi sul territorio per scrivere, disegnare e provare le vie e mappare tutti i sentieri di avvicinamento utilizzando un navigatore satellitare gps.
La guida è pubblicata da Versante sud, casa editrice del settore arrampicata ed alpinismo. Si legge nell’introduzione: “Il Finalese è un territorio magico e particolare: selvaggio, aspro ed eccezionale dal punto di vista paesaggistico. Queste bianche rocche di calcare che emergono da una vegetazione rigogliosa e verdissima sono uniche in tutto il territorio della Liguria di ponente. Il Finalese è un luogo da esplorare, che offre ancor oggi, dopo più di trent’anni di salite ed escursioni, scorci insoliti per climber, trekker, biker e per chiunque abbia voglia d’inoltrarsi nelle sue valli. La natura selvaggia della Val Cornei e della Val di Nava, l’imponenza solitaria e maestosa di Monte Cucco, della parete Nord di Perti e della Bastionata di Boragni, la bellezza, i colori e le vedute di Rocca di Corno, i muri verticali di Lacremà e il suo borgo antico, Noli e il mare increspato dalla tramontana, fanno di questo territorio un luogo unico”.
Per questi motivi il Finalese è frequentato da appassionati di natura e sport all’aria aperta provenienti da tutta Europa. I sentieri del Finalese sono percorsi, oltre che da climber, anche da escursionisti, biker, appassionati di bird-watching, archeologi e speleologi.
“Il Comune di Finale Ligure, che anche grazie agli sport outdoor ha ottenuto il titolo di European Town of Sport 2012, ha avviato un tavolo permanente con le varie associazioni che si occupano di sport outdoor e che sono attive in maniera concreta sul territorio, per incrementare, promuovere ed uniformare l’offerta turistica. – dice Tomassini – Con questo intento e con il contributo e la passione dell’assessore allo sport Massimo Gualberti, sono stati finanziati i primi piccoli progetti di chiodatura e richiodatura di alcune falesie. In questo rinnovato interesse per l’arrampicata, il 2011 ha già segnato un punto di svolta con l’assegnazione del premio “Una vita per Finale” ad Alessandro Grillo, compiendo un dovuto segno di ringraziamento nei confronti di un personaggio che ha legato la sua vita in maniera indissolubile alle rocce di Finale. In quest’ottica si inserisce anche il mio lavoro. Esso persegue due scopi molto importanti: rendere accessibili a tutti queste splendide falesie e ringraziare sia tutti coloro che, come Alessandro Grillo, Gianni Calcagno, Vittorio Simonetti, i fratelli Gian Luigi ed Eugenio Vaccari, a partire dal lontano 1968, con ai piedi ancora gli scarponi rigidi da montagna, scoprirono Finale come luogo ideale per l’arrampicata, sia i tanti, giovani e meno giovani, che ancora oggi chiodano, puliscono i sentieri e tengono vivo questo mito. Un tributo a tutti i chiodatori, tra vecchie glorie e nuove generazioni, senza i quali questo mio lavoro non potrebbe esistere”.





