Cronaca

Disabile allontanato dalla squadra di basket, Piredda: “Descritto come un ‘disturbo’ dalla società. Atto grave”

Loano. Un fatto gravissimo, una difesa che si baserebbe sul nulla, e un parlare a sproposito di “beneficenza” dal momento che l'”ospitalità” da parte della società non è stata certo gratuita: non fa un passo indietro Maruska Piredda, presidente della Commissione Pari Opportunità in Regione, che torna sul caso di Walter, il ragazzino disabile allontanato dalla squadra loanese di basket nella quale giocava per problemi connessi al suo stato di salute.

“Come ho già detto, porterò il caso in Commissione Pari Opportunità – conferma Piredda – Mi dispiace che la difesa della società si sia concentrata sul fatto che il ragazzo fosse considerato un ‘disturbo’ per gli allenatori e che la madre avrebbe potuto tranquillamente fare 40 km per portarlo a Genova dove vi sarebbero strutture più adeguate”.

“Non mettiamo in discussione la buona fede degli allenatori e i sacrifici fatti per tre anni: ora, però, voglio sapere in questo periodo in cui il ragazzo svolgeva allenamento due volte la settimana su quattro, quale fosse l’entità del disturbo, se sia cambiato qualcosa nel corso del tempo, se sia accaduto qualcosa di particolare. Le motivazioni rese note reggono sul nulla. Convocherò comunque il presidente della società. Si tratta di un episodio da non ripetere. Anche perché la società ha sempre percepito un emolumento pieno perché il ragazzo frequentasse la metà dei giorni di allenamento previsti. Se si parla di beneficenza o atti di benevolenza come ho sentito dire, ricordo che di solito si fanno gratuitamente”. Il consigliere Piredda ha già annunciato la convocazione di esponenti del Coni nelle prossime audizioni, per vagliare l’ipotesi di provvedimenti a carico dell’Asd Basket loanese.

Sulla vicenda interviene anche l’assessore regionale allo sport, Gabriele Cascino: “Quello della società è un atteggiamento sbagliato, la invitiamo a fare un passo indietro. E’ un comportamento che va contro i principi insiti nello sport, ossia quelli di integrazione e tolleranza. Un comportamento sbagliato soprattutto se questi fatti accadono in una regione che, come la Liguria, è stata definita da Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico, la regione dello sport paralimpico per l’impegno profuso in questo senso. Inoltre si tratta di un fatto ancor più spiacevole se pensiamo che è accaduto a Loano che, poche settimane fa, ha ospitato i Global Games. E’ un’aggravante”.