
Regione. Allarga le braccia l’assessore regionale Enrico Vesco, che dimesso non può che dire: “Qui rischiamo di andare verso la fine del trasporto pubblico, una catastrofe che potrebbe non essere così lontana. Io spero solo – aggiunge l’assessore – che il governo sia abbastanza responsabile da non far fallire un’azienda che è un patrimonio per il Paese, perché con un bilancio così dubito possa sopravvivere”.
“Il nuovo Ministro alle infrastrutture è una persona di grande caratura, professionalità ed esperienza – spiega Vesco -. Mi auguro che avvii un confronto immediato con tutte le regioni e che comprenda il valore e l’assoluta necessità del trasporto pubblico in Italia. Più che lacrime e sangue speriamo in una cura del ferro e che ci dia i finanziamenti per continuare a fare girare i treni nella nostra regione”.
In Liguria il trasporto pubblico muove più di 4 mila pendolari ogni giorno, dal 2010 al 2012 i tagli per sono stati consistenti. Il problema nella regione non è solo il ferro, ma anche il trasporto su gomma. L’assessore ha reso noto che il prezzo degli abbonamenti aumenterà del 5%, mentre quello dei biglietti salirà del 10%. E da aprile, senza nuovi fondi, saranno necessari altri interventi “devastanti”, con una riduzione del 40% dei treni o un nuovo aumento delle tariffe.
Per un uomo con la storia politica di Vesco è ancora più difficile accettare una situazione di questo tipo, proprio perché qui rischia di fallire il concetto stesso di servizio pubblico. “Se non riesce l’Alta velocità ad ammortizzare i costi, come si pretende lo possano fare i treni regionali? Dalle tariffe si può ricavare al massimo 1/3 del costo, ma non di più”.