
Albenga. Domani, venerdì 18 novembre alle ore 21, nella Musikalische WunderKammer di Palazzo Oddo, si svolgerà il secondo appuntamento di “Quattro passi nel fantastico”, iniziativa organizzata da Maurizio Natoli (che ne ha curato anche i testi e la regia) in collaborazione con l’Aispes e con il patrocinio dell’Ufficio Cultura del Comune di Albenga e della Palazzo Oddo Srl.
La serata sarà dedicata al maestro riconosciuto da Lovecraft, Conan Doyle, Borges, ma non solo, della letteratura “fantastica”: Arthur Machen.
L’autore, purtroppo, non risulta molto conosciuto al pubblico italiano: con l’esclusione di brevi parentesi di notorietà, dovute a rimandi da altre letture (come ad esempio il ritratto magistrale che Pauwels e Bergier ne danno nel saggio “Il Mattino dei Maghi”) ben poco la critica italiana si è occupata di lui.
“Molto ha giocato il fatto che i temi siano squisitamente ‘Albionici’, e non inglesi, per carità – spiega l’ideatore Maurizio Natoli -. Molto che la prosa descrittiva e la parabola catartica lenta e costante mal si concili con l’ansia di ‘lettura veloce’ così tipica di questo momento, e soprattutto il fatto che nessun regista abbia mai pensato a portare una delle sue storie sul grande schermo, se si esclude, naturalmente, il fatto che l’idea della rivolta degli animali non sia una creazione originale della du Maurier, ma la stessa autrice del soggetto del film di Hitchcock si sia ispirata al racconto ‘Il Terrore’ di Arthur Machen, appunto”.
“Orgogliosamente Celta – prosegue -, il suo percorso procede tra le rovine del vallo di Adriano e gli incomprensibili resti di una civiltà ‘oscura’ le cui origini, come dice lui, vanno ricercate nelle steppe dell’Asia; una civiltà che si perde nelle notti più buie, e che diede origine a tutte le leggende che riguardavano il ‘Piccolo Popolo’. Non fatine buone e gnomi servizievoli, ma creature del Male libere tra di noi”.
“Un altro tema ricorrente è quello degli orrori della guerra, e per ironia proprio il ‘mestiere’ di scrittore di letteratura eroica, che Machen detestava, a causa di un episodio davvero incredibile (quello degli ‘Angeli di Mons’) fu quello che gli diede la maggior notorietà. Chi si fosse incuriosito sull’argomento, è ovviamente invitato ad intervenire alla serata – conclude l’organizzatore -: l’epos di Milli Conte e di Carla Migliardi sapranno ben immergere gli spettatori in un viaggio tra il sonno della ragione e la follia della veglia”.