Albenga. “Niente di nuovo, si ripete lo stesso copione a cui ormai siamo tristemente abituati, non ho pù la forza nemmeno di arrabbiarmi”. Sono le parole del padre di Tomaso Bruno alla notizia del rinvio a lunedì dell’udienza per la libertà su cauzione richiesta dagli avvocati della difesa.
Bruno è da poco tornato dall’India dove ha potuto incontrare il figlio e l’amica Elisabeta Boncompagni, accusati di omicidio dell’amico Francesco Montis, trovato agonizzante nella camera d’albergo che i tre condividevano a Varanasi.
“Mio figlio è molto forte, rispetto alle altre volte mi sembra ancora più sereno e determinato nel lottare per dimostrare la sua innocenza. Legge molto, l’ultimo libro che l’ha appassionato è “Semina il vento” di Alessandro Pessinotto”. Un modo forse per Tomaso per sognare ed evadere da quella dura realtà, come il protagonista del romanzo, un maestro 35enne, rinchiuso nel reparto di massima sicurezza di un carcere del Nord Italia che sulle labbra, lascia trapelare la sua innocenza.
“I nostri avvocati hanno fatto nuovamente richiesta di inserire il nostro caso in elenco per il giorno 19 ottobre, data della prossima udienza, nei primi 10-15 casi, ma sarà quasi impossibile visto che si stanno discudento ed esaminando casi che referenti dal 2006 al 2010” afferma la madre di Tomaso, Marina Maurizio, che conclude: “Proseguono i nostri tentativi per far sì che il caso vada alla ribalta dei mass-media nazionali. In questi giorni programmeremo iniziative con gli amici di Tomaso dell’associazione “Alziamo la voce”.