
“Un paese che colpisce i giovani non ha futuro, un paese che colpisce anziani e malati distrugge l’esperienza e la memoria storica. Un paese che distrugge il welfare non ama i suoi cittadini e uccide la speranza”: è categorico Alessandro Enrico, segretario provinciale della Uil Fpl Savona che parla dei tagli decisi dal governo per far fronte alla crisi internazionale.
“La nostra organizzazione – continua Enrico – da tempo si batte contro queste provocazioni proponendo alcuni punti chiave per affrontare la crisi: una lotta vera all’evasione fiscale e agli sprechi iniziando dall’enorme buco nero che sono i costi della politica. Soprattutto su quest’ultimo punto vediamo che vi è una vera azione bipartisan, tutti ne parlano, governo ed opposizione e nessuno fa niente. E’ meglio che paghino i soliti noti”.
“Quello che sta avvenendo nella nostra regione ed in particolare nella nostra provincia per ciò che riguarda la sanità è emblematico. Le decisioni del governo in merito ai tagli sono state gravissime e non hanno nemmeno tenuto conto che la Regione Liguria ed in particolare la provincia di Savona ha un popolazione molto anziana. Dai dati Istat ormai siamo vicini al 30% degli ultra settantacinquenni. Ma dobbiamo anche affermare che negli anni gli amministratori regionali e locali che si sono succeduti di destra e di sinistra hanno amministrato in un modo più improntato a scelte campanilistiche e di opportunità elettorale che ad una programmazione che avesse come obbiettivo la razionalizzazione del sistema socio sanitario legato al territorio”.
“Dopo mesi di ‘parole’ sull’entità dei tagli ci hanno comunicato la cifra ufficiale – fa sapere Enrico – Ben trentasei milioni di euro. Per fare fronte a ciò sono state messe in vendita le due Rsa dell’Asl: Alassio e Varazze. Qui ci poniamo una provocante domanda: al prossimo round quale ospedale venderanno? Anche oggi a fronte dell’enorme difficoltà creatasi a causa dei tagli decisi dal governo la nostra regione e la nostra Asl 2 savonese anziché presentare un piano di riorganizzazione serio e credibile alle organizzazioni sindacali, ai sindaci e soprattutto ai cittadini, propongono tagli e riduzioni drastiche dei servizi che metteranno in una difficoltà enorme tutti in modo indiscriminato, cittadini e lavoratori del settore. Vogliamo solo elencarne alcuni: riduzione drastica di tutti gli interventi operatori, soppressione del day surgery, allungamento insostenibile dei tempi per gli esami diagnostici e si rasenta il ridicolo quando si afferma che si effettueranno risparmi sugli interventi per la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali e diagnostiche. Se questi sono gli amministratori… poveri amministrati”.
“Questa scarsa capacità gestionale e propositiva non ha fatto altro che alimentare una serie di reazioni da parte di vari sindaci e dai diversi rappresentanti dei partiti politici più simili alle dispute condominiali che ad una responsabile dialettica politica ed organizzativa per la soluzione dei problemi – dice ancora il segretario Uil Fpl Savona – Noi diciamo basta! Non siamo più disponibili ad assistere a questo spettacolo sconvolgente. Chiediamo che venga formulato un progetto serio sulla riorganizzazione sanitaria della nostra provincia, della nostra regione e lo si porti ad un tavolo con le parti sociali. Tutti insieme dobbiamo, con grande coraggio e senza il timore di perdere consensi, nei confronti dei lavoratori e dei cittadini, effettuare scelte nel rispetto del patto sociale ‘salute-cittadino’. Anche qui chiediamo che qualsiasi piano di riorganizzazione inizi con un taglio agli sprechi a partire dalla politica, vogliamo conoscere i costi delle spese farmaceutiche e di tutti i prodotti che vengano usati negli interventi chirurgici. Non possono esserci prodotti che vengono acquistati con costi diversi da un’Asl all’altra. Quando si lasciano a casa lavoratori precari per risparmiare qualche centinaia di miglia di euro è un nostro diritto conoscere quante centinaia di migliaia di euro vengono spesi in consulenze quando, magari, le stesse professionalità sono presenti all’interno delle nostre aziende e non vengono utilizzate”.
“Queste riduzioni dei servizi presuppongono un aumento della mobilità sanitaria in altre regioni e, di conseguenza, un aumento in prospettiva della spesa sanitaria per il nostro territorio. Ci preme inoltre segnalare che questi tagli porteranno gravi situazioni di difficoltà anche nei servizi socio assistenziali. Aumentano le quote a carico delle famiglie, già provate da questa grave crisi, e si riducono quelle versate alle strutture convenzionate. Ciò porterà inevitabilmente a creare difficoltà che si ripercuoteranno sia sugli utenti e le loro famiglie che sulle lavoratrici s sui lavoratori delle strutture socio assistenziali che subiranno gravi ripercussioni occupazionali. La Uil Fpl a tutti i livelli è sempre stata disponibile a sedersi al tavolo per affrontare i problemi anche e soprattutto nei momenti di grande difficoltà ma non si può trattare all’infinito con controparti sorde e distratte dall’autodifesa dei loro privilegi ormai incomprensibili ed inaccettabili”.
“La Uil Fpl ribadisce con forza che la Regione Liguria apra al più presto un tavolo tecnico di confronto fra le organizzazioni sindacali, le parti politiche e le parti sociali finalizzato ad avviare un percorso che possa portare, rapidamente, ad un riassetto organizzativo del sistema sanitario ligure. Quanto sopra espresso e considerato lo stato di malessere generale a livello nazionale, ha portato la UIL FPL a proclamare lo stato di agitazione e, a seguire, una giornata di sciopero che si effettuerà con una manifestazione nazionale a Roma il giorno 28 ottobre”.