Savona. Giro consultivo alla Carisa per sondare la posizione del main sponsor e solo nel tardo pomeriggio il consiglio d’amministrazione, slittato di qualche ora. La dirigenza del Savona Calcio guidata dal traghettatore Pennisi passerà attraverso le forche caudine di un ordine del giorno concentrato sui grattacapi del bilancio. La battaglia tra le carte della contabilità è più feroce di quella sul terreno da gioco che, a confronto, per gli uomini di mister Corda appare come una passeggiata. Il morale degli atleti è alto, i tifosi, quelli irriducibili, non demordono. Ma la società è inguaiata e tra poco si tireranno le somme nelle specifico.
La decisione del giudice sportivo di Lega Pro, che ha multato il Savona di 500 euro, suona in maniera beffarda, giunta poche ora prima la resa dei conti. Si tratta di spiccioli che hanno un valore insignificante rispetto al buco di bilancio ufficializzato oggi dal consiglio di amministrazione e che forse l’organo guidato da Mario Macalli non vedrà mai. Da mesi a questa parte, infatti, i vertici del sodalizio biancoblù si sono rivelati inesistenti; hanno abbandonato tutto, senza più curarsi delle grosse cifre da sborsare, neppure dei dettagli.
La “triade” genovese Pesce, Oggianu e Armienti, ha lasciato “puffi” di ogni genere. Se i calciatori in rosa nella scorsa stagione non hanno ricevuto gli stipendi degli ultimi mesi, i giocatori che vestono la casacca a striscioni quest’anno se la passano anche peggio. La dirigenza, ad esempio, non ha sottoscritto l’assicurazione complementare obbligatoria prevista dall’articolo 18 del contratto collettivo. Insomma, se qualcuno si fa male, deve pagare di tasca propria. Per poi chiedere i danni alla società.
Domenica scorsa i tifosi che non sono in possesso della famigerata tessera hanno mandato più di una maledizione ai dirigenti. Pesce e soci, infatti, non hanno pagato la società informatica che gestisce la stampa dei biglietti e così gli addetti alle biglietterie hanno dovuto riportare tutti i dati a mano, creando code notevoli all’ingresso e facendo passare a qualcuno la voglia di entrare allo stadio.
E non è tutto. Nelle trasferte il Savona Fbc non è nemmeno più in grado di organizzare i pranzi prima della partita, così i giocatori devono affrontare un viaggio sul pullman senza soste e poi scendere in campo. Ritornano alla mente i tempi di Russo, quando fu l’allenatore Pusceddu a guidare il pullman in una trasferta con una dirigenza ormai inconsistente.
La riforma della categoria è nel pieno del suo svolgimento e porterà ad una riduzione da 90 a 60 formazioni, inserite in un unico livello di Lega Pro. Ora se ne contano 77 e riesce facile pensare che tra quelle che salteranno durante l’estate ci sarà il Savona.
A quali speranze si possono appellare gli ormai sfiduciati sostenitori biancoblu? L’intervento di nuovi acquirenti è, chiaramente, l’unica via verso il salvataggio. Il problema è che i nomi in ballo sono sempre i soliti, ossia quelli di imprenditori proprietari di alcune aree a Legino e interessati alle opere di riqualificazione del quartiere. Certo, non si parlerebbe di amore per i colori sociali… In tal caso, però, sarebbe prima necessario procedere con la pratica del fallimento.
Così il curatore fallimentare chiarirebbe il valore del titolo sportivo e del parco giocatori a disposizione, permettendo all’eventuale impreditore interessato di sapere con certezza quanto deve tirare fuori dalle sue tasche. E soprattutto sarebbe salvato il diritto a disputare la Seconda Divisione. Dopo la giornata odierna, comunque, il primo passo obbligatorio è quello di ricapitalizzare la società in tempi brevi, dato che il passivo, da quanto emerge, è di gran lunga superiore al capitale sociale che ammonta a 120 mila euro.



