Vado. Il futuro del collegamento marittimo tra Vado Ligure e Porto Torres, gestito, tra il 22 giugno e il 16 settembre, dalla compagnia regionale sarda Saremar appare oggi molto incerto. I traghetti Scintu e la Dimonios attualmente sono fermi ai moli, il primo è a Civitavecchia, il secondo a Livorno. Allo stato attuale poche sono le certezze: alla Regione-Saremar costano 31mila euro al giorno di solo e il resoconto del movimento passeggeri nei porti del nord Sardegna, aggiornato al 30 settembre, è a dir poco catastrofico. In altre parole, numeri alla mano, l’operazione Saremar è stata un vero e proprio flop dal punto di vista dei passeggeri trasportati e anche da quello dei costi affrontati dalla Regione per armare in fretta e furia le navi destinate a coprire i collegamenti tra Golfo Aranci e Porto Torres con Civitavecchia e Vado Ligure.
Scintu e Dimonios, i due traghetti armati hanno trasportato (andata e ritorno) all’incirca 120 mila passeggeri e 33 mila auto. Le biglietterie Saremar (on line e nei porti di partenza) avrebbero incassato qualcosa come 13 milioni di euro, a fronte dei quindici milioni di spese vive che la Saremar avrebbe affrontato per il nolo delle due navi (30 mila euro al giorno) e i costi di attracco e sosta nei tre porti serviti dalla flotta sarda.
A Golfo Aranci ogni approdo, assicurato dalla compagnia portuale Corridoni, di Olbia, è costato circa 2.500 euro, e si suppone che altrettanti soldi abbiano richiesto le compagnie portuali di Civitavecchia e Vado Ligure. Il tutto sommato per i novanta giorni dell’esperimento estivo – dal 15 giugno al 15 settembre – somme dalle quali vanno sottratti gli incassi che la Saremar si è assicurata con l’appalto per la ristorazione di bordo.
