Economia

Carbone, ultimi test (a pieno carico) per il tunnel Alti Fondali

Savona. Ultime prove tecniche per il nuovo tunnel del carbone. Oggi giornata di test per il trasporto dei vagonetti verso San Giuseppe di Cairo. L’impianto sotterraneo e sottomarino, realizzato da Funivie S.p.A., collega la banchina del terminal Alti Fondali del Porto di Savona con lo snodo intermodale di San Rocco e a pieno regime riuscirà a trasportare circa 7,5-8 mila tonnellate al giorno di carbone, oltre alle mille tonnellate che viaggeranno sui carri ferroviari, con una riduzione del transito sulle strade di circa 300 camion al giorno, con un conseguente abbattimento delle emissioni inquinanti immesse nell’atmosfera.

La scorsa settimana i test hanno visto un trasporto ancora minimo, di circa 700 tonnellate, nei prossimi giorni le prove saranno ancora intensificate fino al pieno carico previsto. Secondo quanto riferito, nel corso dell’ultimo incontro tra azienda e sindacati, è stato confermato che il tunnel sarà operativo al 100% entro la fine del mese di novembre.

La realizzazione dell’opera, ideata da Funivie S.p.A. e finanziata dal Ministero dei Trasporti per un valore di circa 40 milioni di Euro, è iniziata nel 2004 e consiste in due tunnel, di cui uno sottomarino ed uno sotterraneo, dotati di un sistema di nastri trasportatori che collegano il Terminal Alti Fondali con le due linee funiviarie di valico dell’Appennino ligure, lunghe 17 chilometri ciascuna, gestite in concessione dalla stessa Funivie S.p.A..

L’opera ha riguardato la realizzazione di due tunnel per una lunghezza complessiva di 1600 metri circa. Il primo, di circa 500 metri, è stato realizzato al di sotto del piano di banchina e collega il terminal di sbarco ad un pozzo di raccordo profondo 40 metri. Dal fondo di tale pozzo parte il secondo tunnel, lungo circa 1100 metri, che collega la zona portuale alla nuova stazione di San Rocco, dalla quale ripartono le due linee funiviarie. All’interno di tali infrastrutture è stata realizzata una linea di nastri trasportatori, gli impianti di caricazione dei vagonetti e tutti i sistemi ausiliari necessari a garantire i più elevati standard di sicurezza.

Il minitunnel, scavato all’interno della collina fronte mare in zona Valloria, è stato ottenuto grazie all’utilizzo di una particolare tecnologia denominata “microtunneling”, fiore all’occhiello dell’ingegneria made in Italy. Dal punto di vista ambientale, la nuova struttura trasportistica, essendo completamente interrata per la quasi totalità del suo passaggio all’interno del tessuto urbano della città (dal punto di sbarco fino a via Loreto Nuova, nei pressi dei “Rondinini”), consente di eliminare ogni impatto verso l’esterno, sia visivo che di dispersione delle polveri.