
Varazze. Mentre si attende l’esito degli incontri separati tra Regione ed i gruppi imprenditoriali interessati all’acquisizione dei cantieri Baglietto nuovo intervento della Fiom Cgil, che afferma la necessità di mantenere a tutti i costi la produzione cantieristica di yacht, “una attività ad alto valore aggiunto che ha importanti ricadute positive sulla città, molto maggiori rispetto alla semplice attività di refitting e rimessaggio”.
“La produzione cantieristica impiega maestranze qualificate con contratti stabili a tempo indeterminato, e fa lavorare imprese esterne che frequentemente alloggiano nelle strutture alberghiere della città. Prima della crisi del 2009 il cantiere di Varazze impiegava 40 unità dirette e circa 250 dell’indotto nell’arco dell’anno” sottolinea il segretario Alberto Lazzari.
“Oltre a questo il prestigioso marchio Baglietto è un indubbio veicolo di promozione della città di Varazze nel mondo perché associata ad un prodotto di lusso e alto valore tecnologico come le 20 imbarcazioni da 30 a 44 metri costruite negli ultimo anni. La struttura del cantiere deve essere profondamente ristruttura e una parte del sito storico (la falegnameria) può essere riqualificata e destinata ad altro uso. Si tratta di una cubatura di pregio per la sua dimensione e la sua collocazione fronte mare. La trasformazione in residenziale genererebbe un alto valore aggiunto che potrebbe in parte essere reinvestito nella ristrutturazione del cantiere”.
“Proprio in questi giorni è arrivato a definizione il progetto di riqualificazione delle aree vicine al cantiere situate al di là dell’Aurelia. In pratica tutta l’area a ponente della città sarà interessata da un processo di rinnovamento e armonizzazione urbanistica. È sufficiente considerare questi aspetti industriali e urbanistici per vedere che acquisire il cantiere Baglietto di Varazze è un operazione molto interessante per l’imprenditore che la concluderà” prosegue la nota.
“L’incontro in Regione di martedì ha ribadito con chiarezza che l’obiettivo del concordato di continuità, affidato al ragionier Galantini, è il mantenimento dell’azienda Baglietto strutturata nei due siti produttivi di Varazze e La Spezia. Lo spezzatino, con il cantiere di Spezia che continuerebbe l’attività Baglietto e quello di Varazze sotto un’altra azienda impegnata nel solo refitting e rimessaggio, sarebbe un indebolimento della Baglietto che perderebbe il fascino e il valore di 160 anni di storia, oltre ad una sede produttiva di gran pregio, che fanno di Baglietto la Ferrari dei mari. Varazze perderebbe il cantiere, il suo giro di affari e il richiamo promozionale nel mondo garantito dagli yacht Baglietto. Dal punto di vista occupazionale si perderebbero 20 posti di lavoro diretti e altamente specializzati e l’indotto sarebbe fortemente ridimensionato. Infatti il refitting avrebbe un impatto stimabile per l’indotto di due milioni di euro mentre una sola nuova imbarcazione richiede acquisti di beni e servizi per oltre nove milioni e maestranze altamente qualificate. È quindi indispensabile che continui l’attività di produzione del cantiere di Varazze”.
“Qui giocano un ruolo importante la Regione, il Comune di Varazze e la pubblica opinione. La Regione deve farsi garante dell’obiettivo del concordato, l’amministrazione di Varazze ha la responsabilità del procedimento urbanistico e può vincolare la riqualificazione della falegnameria all’impegno per la prosecuzione della produzione cantieristica Baglietto e quindi il mantenimento del marchio a Varazze. Sono queste ore decisive per far si che Varazze continui ad essere sede della sua Baglietto”.
“I lavoratori hanno detto con forza no allo spezzatino e si al lavoro. Il sindaco Delfino e l’assessore Carletto hanno ribadito per Varazze la doppia vocazione di città turistica e leader mondiale della cantieristica e sappiamo che questa impostazione si traduce in una coerente visione dello sviluppo urbanistico dell’area. È però necessario che questa scelta sia patrimonio di tutta la città” conclude Lazzari.