Altre news

Agente e militare accusati di aver “favorito” donna che denunciava il marito di maltrattamenti: 2 “calunniatori” a giudizio

Tribunale

Savona. Una storia di liti familiari culminata in una serie di denunce e controdenunce e che ha finito per coinvolgere anche due membri delle forze dell’ordine (un ispettore di polizia all’epoca in servizio alla Procura e un maresciallo dei carabinieri). Stamattina il caso è stato affrontato in tribunale a Savona: da una parte una donna di origini egiziane di 37 anni, l’agente e il militare in qualità di parti offese, dall’altra, imputati di calunnia, il nipote del suo ex marito, A. S., 41 anni, e la moglie di questi, F. S., 37 anni, anch’essi di origini egiziane. L’uomo deve inoltre rispondere anche dell’accusa di subornazione di testimone.

Secondo la denuncia i due si erano presentati nell’ufficio del pubblico ministero Chiara Maria Paolucci, che indagava sull’ex marito accusato di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti dell’ex moglie (ritenuta “troppo occidentalizzata”) rendendo dichiarazioni “false e calunniose”. In particolare il nipote dell’indagato aveva sostenuto che la donna si era procurata da sola le lesioni lamentate o che, in altri casi, i certificati medici che accertavano le lesioni erano falsi. Sempre secondo i due, la donna per fare questo si sarebbe fatta aiutare dal poliziotto e dal carabiniere, i quali si sarebbero anche rifiutati di verbalizzare le dichiarazioni della sorella della presunta vittima degli abusi che voleva “dire la verità” sulla vicenda.

I due imputati di oggi quindi – così recita il capo d’imputazione – avevano accusato l’agente e l’egiziana di calunnia e i due membri delle forze dell’ordine di omissione di atti d’ufficio “pur sapendoli innocenti”. L’uomo è anche accusato di aver offerto alla sorella della vittima e a un altro parente 20 mila euro o la promessa di un lavoro in Italia, se avessero deposto il falso nel procedimento penale a carico dello zio che doveva rispondere di maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie. Procedimento nel quale, nel 2007, l’uomo era poi stato condannato a sei anni di reclusione, dei quali due anni e due mesi condonati.

Oggi in aula ha testimoniato proprio il poliziotto (che si è costituito parte civile chiedendo un risarcimento di 25 mila euro): ha ribadito la sua estraneità ai fatti, spiegando di non aver mai rifiutato di verbalizzare alcuna denuncia da parte degli odierni imputati. L’ispettore ha anche precisato che tra lui e l’ex moglie dell’egiziano non c’è mai stato nessun tipo di rapporto “extra-lavorativo” come qualcuno avrebbe insinuato. Al termine dell’audizione il giudice ha rinviato il procedimento al 13 gennaio 2012.

Più informazioni