Savona. Nello sciopero regionale di 24 ore del trasporto pubblico locale il prossimo 27 settembre (confermato in queste ore), potrebbe confluire anche la protesta dei sindacati e dei lavoratori Tpl savonesi, arrivati ad una nuova rottura con i vertici aziendali al termine dell’incontro in Prefettura avvenuto questa mattina.
“L’accusa di dogmatismo rivolta ai sindacati da parte del presidente Maricone è sbagliata e ingiusta. Lavoratori e sindacati hanno fatto un grosso sforzo in questi anni per venire incontro alle esigenze dell’azienda, dal risanamento, alla fusione senza contare gli integrativi tra i più bassi e l’ottimizzazione del servizio, ora, in questo momento di difficoltà per il settore, non si può chiedere una nuova e pesante stretta sul costo del personale, anche perchè non risolverebbe il problema di fondo”. A dirlo è Mauro Ciravegna della Filt Cgil, che non ci sta alle accuse mosse dal numero uno Tpl nei confronti delle organizzazioni sindacali.
“Fino all’ultimo siamo stati disposti e firmare un accordo anche per gli aumenti di produttività, ma non funzionano le relazioni industriali e l’azienda continua a non considerare le nostre posizioni, eludendo impegni a favore dei lavoratori, a cominciare dalle stessa organizzazione del lavoro”.
Sarà ora l’assemblea dei lavoratori a dire l’ultima parola sulle nuove iniziative di protesta che attendono il trasporto pubblico savonese. “Al di là dello sciopero ribadiamo la necessità di un tavolo regionale con istituzioni, enti proprietari, azienda e sindacati per vedere assieme la situazione, prima di prendere direzioni avventate. Ad ora nessuno può ancora dire quanto saranno le risorse per il trasporto pubblico locale”. Tra le ipotesi trapelate in queste ore potrebbe ritornare al centro della discussione l’unificazione delle aziende di trasporto liguri, una delle soluzioni avanzate nei mesi scorsi per far fronte al taglio sul trasporto pubblico locale a carico delle Regioni.
