Alassio. Una città sporca e sempre meno sicura: così il consigliere regionale del Pdl e ex sindaco di Alassio, Marco Melgrati, dipinge la “sua” città del Muretto da quando a guidarla è Roberto Avogadro. L’ex primo cittadino parla di barboni, zingari, venditori abusivi che affollerebbero la cittadina rivierasca e prende spunto dall’ultimo grave fatto di cronaca – il tentato stupro di una barista alassina da parte di un vu cumprà marocchino – per puntare il dito contro l’attuale giunta.
“’Elimineremo il commercio abusivo, basta con i barboni e gli accattoni per le strade di Alassio, renderemo la città più pulita e più sicura’: questi alcuni dei proclami di Avogadro e della sua lista appoggiata dai comunisti del Pd in campagna elettorale, che evidentemente hanno fatto presa su una parte, seppur minoritaria (36%) della popolazione, che però, con il frazionamento del voto di centro-destra gli ha permesso di vincere le elezioni – premette Melgrati – Nel manifestare la nostra vicinanza e solidarietà alla famiglia della ragazza aggredita, e nel giustificare l’atteggiamento che si è manifestato con il cartello con il quale si dichiara di vietare l’ingresso, nel bar, ai marocchini, atteggiamento giustamente dettato dall’emozione del momento (se avessero fatto una cosa così a mia figlia avrei fatto di peggio, e sfido chiunque a dimostrare il contrario), non posso non stigmatizzare il comportamento di Sindaco e Giunta, che hanno ingenerato aspettative poi disattese, perché impossibili da mantenere”.
“Insomma le solite ‘balle’ di Avogadro; la città è piena di venditori abusivi, alcuni ‘storici’ e stanziali, altri che si riversano al mattino dal treno da Genova, con i loro sacchi pieni di mercanzia contraffatta, molto più di prima! – insiste l’ex sindaco alassino – La città è piena di zingari e accattoni, molto più di prima! La città è infestata da barboni aggressivi e pericolosi, che addirittura fanno il bagno nella fontana del Comune indisturbati, molto più di prima! Addirittura sono comparsi i lavavetri disabili ai semafori e alla rotonda di via Diaz, cosa mai successa prima. E la città è più sporca di prima, tranne la frazione Moglio dove risiede il vicesindaco, che per questo viene lavata e lustrata ogni mattina.Forse perché non ci sono più un sindaco e un assessore che girano per la città: adesso manderemo Avogadro a ‘Chi l’ha visto?’, perché in giro per la città non si vede mai…forse perché ha ancora affari in Toscana, dove ha investito i soldi guadagnati al Senato nel collegio del Ponente Ligure, o forse solo perché andando in giro per la città dovrebbe rendere conto ai quei cittadini (pochi in verità) che lo hanno votato, e ai tanti che non lo hanno fatto, delle balle raccontate in campagna elettorale, e delle promesse vane che non riesce a mantenere”.
“Se girasse di più per la città, anche di sera, potrebbe rendersi conto dei problemi, anche quelli di ordine pubblico, e magari segnalarli con tempismo, come facevamo io ed i miei assessori quando eravamo in carica. E adesso se la prende invece che con se stesso, con la Prefettura e con le forze dell’Ordine, che invece svolgono un ruolo importantissimo di presidio e di controllo del territorio, tanto che per il contrasto alla criminalità effettuato da Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto, Alassio, al di là di qualche episodio circoscritto come questo, rimane una isola felice. E se la prende con la Magistratura, rea di non comminare pene certe per i reati degli extracomunitari: il feeling è già finito”.
“Il massimo dell’ipocrisia di Avogadro poi è che si lamenta che ci sono pochi Vigili Urbani, dimenticandosi che se avesse fatto transitare i dipendenti comunali dell’acquedotto nella S.c.a., quando lui era sindaco, invece di riassorbirli in pianta organica nel Comune, inventando per loro delle mansioni a volte ‘improbabili’ rispetto alle competenze maturate, ci sarebbero stati 15 (dico quindici) posti liberi in pianta organica, e almeno 5 nuovi vigili si sarebbero potuti assumere. Senza contare il fatto che con l’amministrazione da me presieduta c’erano sempre almeno 5 vigili stagionali, e oggi nemmeno uno, oltre al fatto non ha scritto, come facevo io, al Ministro, al Prefetto e al Questore per chiedere gli aggregati stagionali di Polizia e Carabinieri, che quando ero Sindaco io puntualmente arrivavano a incrementare l’organico di Polizia e Carabinieri”.
“E quando parla di difficoltà di bilancio, di patto di stabilità, gli ricordo che abbiamo approvato il mese scorso un bilancio consultivo con euro 7.500.000 (diconsi settemilioni e cinquecentomila euro) di avanzo di amministrazione, di cui 500.000 euro di fondi liberi, non vincolati: certo che se butta via i soldi del Comune per eliminare da una piazza la Statua di Totò. Ora non vorrei che dicesse che questo recente episodio è colpa mia, è retaggio della mia amministrazione, perché quando ero sindaco io queste cose non succedevano”, conclude Melgrati.
