Economia

Sciopero Cgil a Savona, lavoratori e politici in piazza: “Manovra che taglia la carne viva dei cittadini”

Savona. Circa 3000 cittadini in piazza per dire no alla manovra economica del governo Berlusconi. E’ un pubblico folto quello che è giunto in piazza Sisto IV alle 9 per ascoltare il comizio di Fabrizio Dacrema, responsabile nazionale del settore formazione e ricerca della Cgil, e poi radunarsi in corteo alla volta di piazza Giulio II, piazza Saffi, Palazzo della Provincia per tornare infine in piazza Sisto IV.

Un corteo colorato, pieno di slogan, anche di “berluschiana ispirazione” (“Non vogliamo vivere in questo paese di m…”), con i lavoratori del Culp (Compagnia Unica Lavoratori del porto) a chiudere il serpentone con tanto di mezzi con cui operano ogni giorno. L’adesione allo sciopero proclamato dalla Cgil – secondo i responsabili della sigla sindacale – e la partecipazione alla manifestazione “sono state straordinarie ed hanno ampiamente superato i risultati raggiunti nel già imponente sciopero dello scorso 6 maggio”.

“Oggi noi rappresentiamo il sentire dei lavoratori che vogliono una manovra in grado sì di risanare il Paese, ma con equità, e senza far gravare il suo peso solo sulle spalle dei lavoratori dipendenti ma anche sulle grandi ricchezze, sui grandi patrimoni, agendo sull’evasione fiscale e mettendo in atto misure per la crescita – esordisce Dacrema – Questa è una manovra sbagliata, iniqua e inefficace: ciò è dovuto alla totale mancanza di credibilità di questo governo che è interessato solamente ad introdurre misure che servano per la sua sopravvivenza invece di rispondere ai reali problemi degli italiani”.

A fargli da eco anche Francesco Rossello, segretario provinciale della Cgil: “Savona partecipa con convinzione alla manifestazione contro l’idea di questo governo di smantellare il sistema pubblico a favore di quello privato e contro quello che può essere considerato un vero e proprio attacco nei confronti dei lavoratori”.

“L’adesione allo sciopero ha sfiorato mediamente il 60% con punte dell’80% in molte aziende chimiche e metalmeccaniche. Eccezionale la partecipazione dei lavoratori del pubblico impiego, da anni nel mirino del Governo. Molti Comuni non sono riusciti a garantire tutti i servizi a partire da quello di Savona. Ovunque, senza nessuna eccezione, la partecipazione è stata di gran lunga superiore al numero degli iscritti alla Cgil” ha continuato il segretario Cgil.

“Una giornata straordinaria. Quello di oggi è stato lo sciopero di tutti. C’erano tanti lavoratori iscritti ad altre organizzazioni ma uniti dalla consapevolezza di opporsi ad un Governo che fa pagare i più deboli, che vuole smantellare il sistema pubblico a favore di quello privato, che vuole demolire diritti e tutele dei lavoratori. Oggi non abbiamo manifestato per difendere l’esistente, abbiamo manifestato per chiedere riforme, per chiedere crescita, occupazione, equità, per chiedere di far pagare i grandi patrimoni, per una lotta vera all’evasione. Una risposta importante, un risultato straordinario che sarebbe ridicolo cercare di negare, ma anzi rispetto al quale ci auguriamo ci sia una presa d’atto ed un’assunzione di responsabilità da parte del Governo e delle altre parti sociali” ha concluso Rossello.

Anche per l’assessore regionale Lorena Rambaudi è “giusto essere oggi in piazza perché questa è una manovra che taglia la carne viva dei cittadini”. “Noi la contestiamo ogni giorno sul piano politico e istituzionale – continua Rambaudi – ma credo che anche queste manifestazioni di piazza possano servire ad orientare una decisione che a breve dev’essere presa”.

“La Regione ha un taglio ulteriore previsto nella manovra del 2012 quindi riuscirà sempre meno a compensare il tassello che viene a mancare dallo Stato – dice ancora l’assessore regionale – Ieri è stato molto evidente all’assemblea romana alla quale ho partecipato tra Regione, Anci e Upi, che i livelli istituzionali sono tutti insieme bipartisan perché se manca un pezzo gli altri non ce la fanno. Lo Stato è composto da tutti questi elementi e bisogna che le autonomie locali siano messe in condizione di funzionare”

Alcuni Comuni sostengono però che sul piano dei profughi e del patto di stabilità la Regione li stia mettendo alle strette, ma la Rambaudi respinge al mittente le osservazioni: “La vicenda dei profughi non va assolutamente confusa con questa manovra, questa crisi e questi tagli anche perché le risorse non le prendiamo da lì: non è che per l’assistenza ai profughi si tolgano risorse ad altro. Quella dei profughi è una partita specifica, nazionale ed una emergenza umanitaria. Non bisogna stimolare le guerre tra poveri”.

Anche il Pd partecipa alla protesta savonese. “Il nostro partito – dice il segretario provinciale, Livio Di Tullio – è in piazza con tutte le organizzazioni sociali che si battono contro questo provvedimento: oggi è con la Cgil, domani con le altre realtà che vorranno dare vita a iniziative simili. Nel Savonese, siamo già in una situazione precaria che il governo va a peggiorare. L’aspetto più preoccupante è che la nostra provincia è riuscita a creare occasioni di sviluppo, dalla piattaforma Maersk alla Tirreno Power, ma se manca l’interlocutore del governo l’impresa sarà decisamente più difficile”.