Savona. Delude le aspettative, all’atto pratico degli incassi, il programma delle alienazioni immobiliari del Comune di Savona. Il caso eclatante è quello di Palazzo Pozzobonello: a febbraio è giunta a Palazzo Sisto un’offerta d’acquisto che però, essendo divergente da quanto ipotizzato in origine dalla giunta, è stata rifiutata. Nel frattempo il possibile cliente, una società quilianese, non ha avanzato controproposte; ma neppure altri si sono fatti avanti. Del resto, un immobile storico da 3 milioni e mezzo di euro non è facilmente spendibile sul mercato. Sta di fatto che l’acquirente è sfumato. L’amministrazione intende ricominciare la trafila e verificare se sono possibili opportunità con altre agenzie immobiliari cui appoggiarsi.
Ancora nella nebbia anche la pratica dell’ex nosocomio, per quanto riguarda la porzione che da tempo sarebbe dovuta passare dalla San Paolo Spa alla proprietà del Comune. Sono ancora in corso i termini che consentono alla San Paolo di fare un’offerta libera per trattenere l’immobile, stimato in oltre 5 milioni di euro. In caso contrario, verrà indetta una gara ad evidenza pubblica. La situazione si risolverebbe per la fine dell’anno soltanto se l’offerta di acquisto fosse presentata entro i primi di settembre e la stessa fosse ritenuta congrua. Altrimenti i tempi si dilaterebbero.
Due alloggi di proprietà comunale hanno avuto sorte differente. Il civico 22 interno 4 è stato venduto a maggio, mentre per il 22 interno 8 sono in ballo due acquirenti, mentre il Comune sta verificando la migliore proposta. Si è invece arenata la pratica di alienazione di un immobile comunale in via Schienacoste e terreno in via Nostra Signora del Monte: sono state riscontrate difficoltà negli accertamenti ipocatastali che condizionano il proseguimento dell’operazione.
Intoppi anche per l’alienazione dell’alloggio in via Giacchero al numero 2 interno 7. L’inserimento in un bando presenta problematiche in quanto nell’appartamento vive una famiglia che attende di rientrare nell’alloggio di proprietà, che è in corso di ristrutturazione in quanto minato dal crollo dell’edificio comunale confinante. L’amministrazione deciderà se includere ugualmente l’immobile in un bando o se procedere successivamente. Infine due terreni, l’uno in via Repusseno e l’altro in via alla Rocca, sono condizionati dalla presenza di vertenze legali e attendono una soluzione mediante transazione. Un percorso lungo e laborioso, quindi, quello delle dismissioni patrimoniali messe in previsione dall’esecutivo savonese per far fronte ai “tempi bui” dei tagli che, con la manovra correttiva, si faranno ancora più neri.



