Liguria. “Apprezzo l’iniziativa del parlamentare Roberto Cassinelli che ha presentato oggi un’interrogazione al ministro della Giustizia in cui chiede iniziative per far si che la situazione dei penitenziari venga ripristinata ai livelli di tollerabilità e sicurezza. La situazione è allarmante. Al 31 agosto scorso erano presenti in Liguria 1.814 detenuti, record storico mai registrato neppure ai tempi immediatamente precedenti l’indulto del 2006, a fronte di una capienza regolamentare degli Istituti pari a 1.140 posti letto. Non solo: la presenza di stranieri tra i reclusi della Liguria si attesta stabilmente tra il 50 ed il 60% dei presenti: sono infatti complessivamente 1.027. In Liguria abbiamo anche la percentuale più alta a livello nazionale di detenuti tossicodipendenti (circa il 40% dei presenti rispetto ad una media nazionale del 25%) e, altro record negativo a livello nazionale, quello dei detenuti che lavorano, che in Liguria sono solo il 15% dei presenti. Abbiamo più detenuti in attesa di giudizio (908) che condannati (903), 29 detenuti in semilibertà e solamente 127 detenuti sono usciti, ad oggi, dalle carceri liguri per effetto della legge sulla detenzione domiciliare – legge 199/2011. E’ dunque positivo l’intervento di Cassinelli: speriamo che ad esso seguano fatti concreti. Mi continua a lasciare perplesso l’atteggiamento dell’Assessore regionale alle politiche della sicurezza dei cittadini Claudio Montaldo che è del tutto disinteressato alle criticità penitenziarie liguri”. A dirlo è Roberto Martinelli (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE).
“Questi emblematici dati dovrebbero far comprendere una volta di più anche ai non addetti ai lavori ma soprattutto a mondo politico e parlamentare come i livelli di sicurezza dei nostri penitenziari siano assai limitati e in quali drammatiche e difficili condizioni lavorino con professionalità e senso del dovere le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria in Liguria, carenti in organico di ben 400 unità in meno. Nessuno può sentirsi ‘non competente’ sulle criticità penitenziarie liguri. Bisogna ad esempio lavorare per una maggiore implementazione dei detenuti nel lavoro di pubblica utilità, anche attraverso il coinvolgimento di Province e Comuni, affinchè la Regione Liguria – d’intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, le Direzioni delle 7 Case circondariali regionali ed il qualificato e fondamentale contributo del Personale di Polizia Penitenziaria – promuova l’impiego dei detenuti in progetti per il recupero del patrimonio ambientale, la pulizia dei greti dei torrenti e delle spiagge del nostro territorio regionale. O favorendo politiche abitative a canoni agevolati per i Baschi Azzurri. Ma su questi temi l’attenzione della Regione Liguria e dell’Assessore Montaldo è stata fino ad oggi pressochè pari a zero….” conclude Martinelli.