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“Caso” piccioni a Carcare, l’Enpa interviene: “Si sta esagerando, colombi non sono emergenza sanitaria”

Carcare. Dopo la denuncia di un residente della zona di via Barrili a Carcare, sulla polemica che si è accesa intorno ai piccioni interviene anche l’Enpa. Gli animalisti mirano a ridimensionare la questione: “Non c’è un ‘tantino’ di esagerazione nella vicenda dei colombi di Carcare? Ricordiamo al residente che ha puntigliosamente elencato tutte le malattie che i colombi possono portare, che si tratta di pericolo teorico e che infatti, dalle analisi compiute dalle
autorità sanitarie in decine di campagne, l’ultima recentemente a Savona, è stato dichiarato che i piccioni non costituiscono un’emergenza sanitaria”.

L’Enpa ricorda poi al Comune, che il problema della presenza dei colombi si risolve collaborando con gli animalisti che se ne occupano: “Occorre infatti disciplinare al meglio la somministrazione di cibo da parte dei cittadini, individuando zone dove attirare e concentrare gli animali, in cui non arrechino disturbo; a Carcare i nostri volontari avevano attrezzato alcune piazzuole nel greto del fiume, che si sono rivelate efficaci. Vietarlo non serve a nulla e costringe i volatili ad invadere ogni zona cittadina alla ricerca di alimento, esportandovi gli inconvenienti; se ne sono accorti grandi comuni come Torino o Barcellona, che hanno vietato per anni di alimentare i colombi e, dopo aver accertato che continuavano comunque ad aumentare, hanno eliminato il divieto e disciplinato l’attività”.

“Purtroppo quando si trovano di fronte ad animali critici che invadono le città, funzionari ed amministratori comunali incolpano gli animalisti di alimentarli, mentre le cause sono diverse e più complesse; caso tipico le incursioni di cinghiali in città, arrivati lungo i torrenti nella loro continua ricerca di cibo o, molto spesso ma è politicamente scorretto dirlo, spinti dai cani dei cacciatori durante le battute di caccia” osservano dalla Protezione Animali.

“Attività aggiuntiva ma al momento sempre molto costosa, è la somministrazione di mangime trattato con nicarbazina, sostanza innocua per l’ambiente e gli altri animali che, se correttamente effettuata, ne riduce la fertilità; mentre ricerche universitarie molto promettenti su frutti indiani (il neem) non riescono a decollare perché l’Anci (associazione dei comuni) nega poche decine di migliaia di euro di finanziamento” concludono dall’Enpa.