
Savona. E’ durato pochissimi secondi, giusto il tempo di presentarsi davanti al giudice per le indagini preliminari Dontalla Aschero per comunicarle che si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere, e lasciare il quinto piano di palazzo di Giustizia a Savona. L’interrogatorio di garanzia di Carlo Torti, 75 anni, il varazzino finito in manette per truffa, insieme ad altre quattro persone, nell’ambito di un’operazione dei carabinieri genovesi, di fatto, non è nemmeno iniziato. L’uomo, accompagnato in tribunale dal suo difensore, l’avvocato Stefano Sambugaro, ha atteso per circa mezzora il gip che doveva rientrare dal carcere (dove stava interrogando altri due indagati) e poi ha lasciato il tribunale.
Carlo Torti, che attualmente è agli arresti domiciliari, ha quindi preferito non rilasciare nessuna dichiarazione nel corso dell’interrogatorio per rogatoria. Il varazzino era finito in manette insieme al resto della banda, formata da 4 uomini e una donna, tutti over 65, che, secondo quanto accertato dagli investigatori, si presentavano nelle gioiellerie di Lombardia, Liguria e Piemonte per comprare ori e altri preziosi, dicendo di essere i rappresentanti di famose multinazionali. Poi pagavano con assegni rubati e documenti falsi.
I componenti del gruppo si presentavano come titolari d’industria o amministratori di multinazionali, ma qualche volta si sono anche accreditati come ufficiali o piloti dell’Aeronautica Militare o della Marina. Il modus operandi della banda di over 65, sgominata dai carabinieri di Genova, si è rivelato sottile ed esperto. I componenti della “gang dei nonnetti” erano soliti esibire un tesserino della Unuci, Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, così da attestare la propria condizione militare: a garanzia della copertura di assegni con i quali venivano pagati orologi e collane. Quando il commerciante presentava il titolo di credito in banca scopriva che era rubato e dunque non poteva incassarlo.
La banda non si improvvisava, anzi, operava con una affiatata e sperimentata tecnica: per confondere e distrarre i commercianti, preparavano racconti di missioni all’estero, di suggestivi episodi di guerra e di toccanti operazioni umanitarie. Oltre a Torti sono finiti in manette anche Paolo Paladino, genovese di 77 anni (la “mente” del gruppo); Pietro Battaglini di 66 milanese; Cristoforo Fano, di 65 anni, genovese; e la moglie di quest’ultimo, di 64 anni, di cui non sono state fornite le generalità.