Albenga, decina di intossicati al camping: “Falò di rosmarino e plastica”

Ceriale/Albenga. Un mix di piantine di rosmarino destinate al macero, date alle fiamme insieme a materiale plastico e diserbanti da alcuni dipendenti dell’azienda agricola di Flavio Sanguinetti, situata in Regione Campore. Sarebbe questa la causa dell’intossicazione che ieri sera ha colpito gli ospiti del Camping Bellavista tra Ceriale e Albenga. “Eravamo seduti fuori in giardino a chiacchierare tutti insieme subito dopo cena, erano circa le 9,30. Uno dopo l’altro abbiamo avvertito gli stessi sintomi: dapprima un leggero malessere, poi vomito e un forte bruciore alla gola. Ci siamo subito resi conto che c’era qualcosa che non andava e che non dipendeva di certo da qualcosa che avevamo mangiato ma dall’aria che si respirava”. Inizia così il racconto di una famiglia torinese, che da oltre vent’anni trascorre le sue vacanze nel Camping Bellavista al confine tra Ceriale e Albenga, che proprio ieri sera ha dovuto ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale S. M. Misericordia di Albenga per un’intossicazione dovuta all’inalazione di sostanze irritanti.

“Nell’aria – raccontano- non c’era alcun odore, non abbiamo visto fumo nero, forse perché il cielo era nuvoloso e coperto, però molti di noi non appena si allontanavano dal camping e arrivavano al semaforo in fondo alla strada si sentivano subito meglio”. Molte famiglie, infatti, in base ai racconti degli ospiti e di molti turisti, sono letteralmente fuggiti al mare o si sono rinchiusi dentro le loro case. “Una madre – appena ha avvertito i primi sintomi – ha portato il bimbo piccolo di tre mesi dentro casa allarmata e preoccupata – racconta un turista”.

“Anche un medico arrivato con l’ambulanza si è sentito poco bene, io ho preso mia moglie e mia figlia e siamo andati a fare una passeggiata al mare. Ci siamo sentiti subito meglio e il bruciore alla gola è scomparso” racconta un turista.

In tutto sono stati circa una decina le persone che sono state ricoverate in ospedale e trattenute, in via precauzionale, per alcune ore. “Al pronto soccorso ci hanno fatto l’aerosol e una volta dimessi, il medico ci ha raccomandato di tornare il mattino dopo in caso avessimo ancora avvertito gli stessi sintomi” racconta uno dei turisti intossicati.

Sul posto sono intervenuti la Croce Rossa e la Croce Bianca, l’automedica del 118, vigili del fuoco, polizia municipale, carabinieri e tecnici dell’Arpal, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Liguria, che ha avviato già in nottata una serie di indagini chimiche e biologiche per individuare che cosa abbia generato l’incidente. Secondo un’ipotesi accreditata la causa più probabile sarebbe un mix di sostanze chimiche presenti nell’aria che potrebbe aver generato l’intossicazione.

“Questa mattina – racconta un turista – è venuto il proprietario di un’impresa agricola che si trova proprio qua vicino per scusarsi, affermando che nella notte alcuni operai avevano dato fuoco a del rosmarino facendo intendere che il rogo poteva contenere anche altre sostanze” raccontano alcuni turisti che proprio questa mattina si sono interrogati sui possibili materiali, molto probabilmente di tipo plastico e forse tossici, contenuti insieme alla pianta aromatica.

“Dalla nostra piscina – riferisce il bagnino del camping – tengo a precisare che non c’è stata alcuna esalazione di cloro o altre sostanze chimiche. La causa dell’intossicazione proviene sicuramente da fuori”.

Nel frattempo la situazione nel camping sembra essere tornata alla normalità. Molti turisti si preparano a partire, altri fanno colazione davanti alle roulotte, molti parlano ancora dell’accaduto e formulano possibili ipotesi su quello che è successo.

“E’ stata una brutta avventura ma tra di noi si è creata molta solidarietà e complicità. Il camping per noi che veniamo in vacanza da anni è come un piccolo paese, ci conosciamo quasi tutti e il prossimo anno torneremo di certo” racconta un turista.