Savona, cremazione: deadline di Berruti ad Ata, “entro settembre aspettiamo una risposta”

musso e berruti

Savona. Entro settembre il sindaco di Savona Federico Berruti vuole avere una risposta da Ata in merito al servizio sulla cremazione. E’ quanto è emerso nel corso del vertice di maggioranza convocato dallo stesso primo cittadino savonese che si è svolto ieri pomeriggio nella Sala Giunta di Palazzo Sisto. Una discussione maturata anche alla luce dell’interpellanza Daniela Pongiglione contro i progetti di privatizzazione che la consigliere presenterà questa sera nel corso del Consiglio comunale, in programma alle ore 20 e 30.

Concordi con il sindaco tutti i consiglieri del centro sinistra. Ata, per bocca della sua presidente Sara Vaggi, aveva già affrontato la questione, seppur ancora in via preliminare, nel corso dell’ultimo Cda sulla relazione semestrale e sul bilancio dell’azienda partecipata savonese.

Tuttavia serve un piano finanziario, magari con il ricorso ad un mutuo per sviluppare il progetto: obiettivo, infatti, è la realizzazione di due nuovi forni crematori, da due mln di euro ciascuno. Con l’esito del referendum c’è però la possibilità di un ingresso dei privati nella gestione del servizio, ma prima di questo passo il Comune savonese vuole valutare le disponibilità operative e di risorse di Ata. “E’ una esigenza per la nostra amministrazione” ha fatto trapelare il sindaco Berruti, che rigetta al mittente ogni accusa di spartizione di poltrone per quella che alcuni hanno definito Ata 2. “Si tratta di vedere come procedere e la volontà è di arrivare presto ad una decisione”.