Savona. Ata, l’azienda partecipata del Comune di Savona ed il suo assetto societario, oltre alla realizzazione del depuratore di Villanova d’Albenga, nell’ambito della gestione dell’acqua, degli acquedotti e dei depuratori. Temi caldi affrontati alla Festa di Liberazione in corso a Savona, dove si sono confrontati Simona Simonetti portavoce provinciale dei Verdi e consigliere comunale a Finale Ligure, Ciro Pesacane del Forum Ambientalista, Nicola Isetta portavoce provinciale di Sel, Roberto Melone del Comitato Acqua pubblica e Jorg Costantino, membro della direzione nazionale di Rifondazione Comunista e assessore all’ambiente del Comune di Savona.
“Ata è una azienda a vocazione pubblica che funziona bene, dopo anni difficili si trova in una situazione di pareggio di bilancio, con diverse unità lavorative impiegate e svolge diversi servizi. I continui attacchi nei confronti di Ata sono da per parte di chi la vuole privatizzare…” ha dichiarato Costantino.
Difesa di Ata anche da parte di Nicola Isetta, portavoce provinciale di Sel: “Ata è un esempio di società pubblica che può funzionare in maniera efficiente, senza sperperare risorse e garantendo servizi importanti alla cittadinanza. Le società pubbliche sono ancora svolgere una funzione importante”.
Non la pensano così Verdi, Ambientalisti e Comitati, che mettono sotto accusa l’assetto societario di Ata: “E’ una Spa, perchè non modificarne l’assetto tornando indietro, al modello consortile, ed evitare che diventi sede di spartizione di poltrone e posti di lavoro…” dicono.
Il presidente del Comitato Acqua pubblica savonese Roberto Melone prende nel mirino anche il futuro impianto previsto a Villanova d’Albenga: “Per l’80% sarà dei privati, a questo bisogna opporsi. Quanto ad ATA credo che il Comune di Savona debba fare un passo indietro, sulle partecipate bisogna avere un comportamento coerente anche riguardo all’esito e al sostegno del referendum” con riferimento anche alla Spa del Consorzio di Depurazione delle Acque del Savonese.
