
Vado L. La fondazione Cima, è pronta a partire con l’attività di monitoraggio ambientale prevista durante e dopo la realizzazione della piattaforma Maersk a Vado Ligure. Secondo gli accordi per la nuova infrastruttura portuale il pool di ricercatori savonese avrà il compito di studiare l’evoluzione del sistema ecomarino. Prima fase è stata il cosiddetto “punto 0” ovvero l’habitat che c’è adesso, rilevando una situazione non certo florida sulla base di un contesto territoriale che ha subito anni di intensa attività industriale. Quindi un amnbiente marino compromesso, ma che nell’ottica degli studiosi potrebbe essere addirittura migliorato proprio durante le operazioni di costruzione della piattaforma. “Una sfida che si può vincere anche grazie alle nuove tecnologie – afferma il Prof Luca Ferraris, che guiderà il team di ricercatori -. Il nostro obiettivo è avere dati scientifici e renderli dispobibili a tutti, cittadini compresi”.
Ma come di potrà migliorare l’ambiente marino durante l’opera? “Avvieremo tecniche di ‘restart’ dell’ecosistema, sperimenteremo azioni di vero e proprio trapianto di alcune tipologie di molluschi e altre specie di animali, ripulendo anche i fondali e analizzando gli stadi evolutivi complessivi del tratto di mare che sarà interessato dalla piattaforma”.
“Pensiamo che la ricerca e lo studio analitico sia importante ed avere un approccio scientifico sul problema aiuta la stessa opinione pubblica nel capirlo e giudicarlo. Le tecnolgie applicate sono indispensabili per affrontare compiutamente la sfida dei nostri giorni: sviluppo economico e tutela ambientale” conclude il Prof Ferraris.