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Pallare, coltivava 15 piante di canapa ed in casa aveva armi, 200 semi e 122 gr di marijuana: arrestato agricoltore

Pallare. Quindici piante di canapa indiana alte un metro, 200 semi e 122 grammi di foglie essiccate di marijuana, oltre a due fucili ed una pistola non custoditi regolarmente e circa un centinaio di cartucce non denunciate. E’ questo l'”arsenale” che i carabinieri del Reparto Operativo di Savona hanno sequestrato ad un agricoltore 50enne di Pallare, Giovanni Carlo Castiglia, che ieri sera è finito in manette con l’accusa di detenzione e coltivazione di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di munizioni e denunciato per omessa corretta custodia di armi.

L’uomo è finito in manette nell’ambito di una serie di controlli antidroga dei militari savonesi: gli uomini del Reparto Operativo, con i colleghi delle stazioni dei carabinieri della Valbormida di Carcare e Cairo Montenotte, nella serata di ieri, stavano effettuando delle verifiche casuali in alcuni casolari abbandonati in una zona boschiva sopra Pallare quando hanno individuato appunto 15 piante di canapa. Dopo una serie di accertamenti, hanno collegato la “coltivazione” al cinquantenne. Avendo riscontrato che possedeva delle armi, hanno così deciso di controllarne la regolarità.

Nel corso della perquisizione nell’abitazione dell’agricoltore, che vive nel bosco, isolato dai paesi limitrofi, sono stati rinvenuti i duecento semi ed i 122 grammi di foglie essiccate di marijuana. Sempre nel corso del controllo domiciliare i militari hanno riscontrato che alcune armi (2 fucili ed una pistola automatica) ed il relativo munizionamento (regolarmente denunciato) non era custodito come previsto dalla normativa. Inoltre sono stati rinvenuti un centinaio di cartucce di vario calibro non denuciate ed una balestra con relative frecce (che però non è classificabile come arma).

Resta ora da chiarire perché Castiglia, che è già stato accompagnato al Sant’Agostino dove sarà interrogato lunedì dal gip Donatella Aschero per la convalida dell’arresto, tenesse in casa, oltre che la droga, anche un simile arsenale. Per ora l’agricoltore non ha fornito spiegazioni nè ai carabinieri nè al sostituto procuratore Chiara Maria Paolucci.

Gli uomini dell’Arma hanno anche dovuto provvedere alla sistemazione degli animali che il cinquantenne possedeva: una quindicina di capre, galline, cani e gatti.