Le anticipazioni sull’andamento dei prezzi nel mese di agosto mostrano che senza la moderazione dei listini delle imprese turistiche il tasso di inflazione sarebbe stato ben più alto. A fronte di una variazione congiunturale media dello 0,3%, le imprese del turismo hanno ridotto i prezzi dello 0,4% rispetto al mese di luglio, anche in presenza di un significativo recupero del turismo internazionale.
Rispetto ad un anno fa, all’aumento record del 2,8% del tasso di inflazione il turismo ha risposto con un incremento dei prezzi di appena l’1,8%. “Un atteggiamento virtuoso che verrebbe vanificato a danno di turisti e consumatori se il Governo dovesse ritoccare l’Iva del settore” affermano dalla Fipe Confcommercio.
Questi i dati sull’aumento dei prezzi: nel mese di agosto, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese di luglio 2011 e del 2,8% nei confronti dello stesso mese dell’anno precedente (era 2,7% a luglio). L’inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,6%.
L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, si stabilizza sul 2,1%. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo resta stazionario al 2,1%.
La crescita tendenziale dei prezzi dei beni sale al 2,9% dal 2,8% del mese precedente, mentre quella dei prezzi dei servizi scende al 2,5% (era +2,7% a luglio). Come onseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di tre decimi di punto rispetto al mese di luglio.
Ad agosto, il principale effetto di sostegno alla dinamica dell’indice generale deriva dall’aumento congiunturale dello 0,9% dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, che determina un’ulteriore accelerazione del loro tasso tendenziale di crescita (15,5%, dal 13,6% di luglio). Un impatto significativo deriva anche dal rialzo congiunturale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,5%). Per contro, il principale effetto di contenimento, si deve alla diminuzione congiunturale dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (-0,4%).
Sulla base delle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,3% su base mensile e del 2,2% su base annua, con un’accelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto a luglio 2011 (+2,1%).