
Vado Ligure. Dopo le dichiarazioni a caldo, il giorno dopo la conferenza dei servizi deliberante sul progetto di Tirreno Power si infiamma ancora di più lo scrontro in Provincia. Sebbene le posizioni di Pdl e Pd siano entrambe di plauso al via libera per il potenziamento della centrale vadese, i due partiti restano in polemica. “Questa Provincia, in un momento di crisi economica anche internazionale, ha la possibilità di vedere lo sviluppo di iniziative con investimenti di massima portata – dichiara il presidente Angelo Vaccarezza – La giornata romana con l’autorizzazione al progetto di TP segna veramente un momento importante. Ha vinto il buon senso ed ha prevalso la linea dell’amministrazione provinciale che da due anni dice essattamente quanto ora si realizza: basta prendere e leggere i verbali delle riunioni”.
La staffilata di Vaccarezza è al Pd, che per mezzo del capogruppo provinciale Marco Russo ha duramente criticato la “esultanza” del numero uno di Palazzo Nervi. “Il Pd a suo tempo non mi ritenne rappresentativo per il mandato a rappresentare il territorio al tavolo delle trattative su Tirreno Power – aggiunge Vaccarezza – Oggi si realizza quanto noi ipotizzavamo già: volevamo la costruzione di un nuovo gruppo e l’abbattimento-ricostruzione dei vecchi con nuova tecnologia. E il Partito Democratico era contro. Ci abbiamo impiegato un anno per convincere la Regione. Per fortuna che adesso siamo arrivati alla conclusione, che apre lo spazio a occupazione e posti di lavoro in una provincia che vive di ammortizzatori sociali”.
Poi il presidente provinciale rincara la dose: “Il Pd ha la memoria corta: hanno affisso 2500 manifesti dicendo no all’ampliamento della centrale. Mentre noi dicevamo ‘sì ma a condizione che’. Il fatto è che il Pd ha ottenuto molti voti prima di cambiare idea: deve spiegare ai suoi elettori questo cambio di posizione”.
Marco Russo replica con altrettanta fermezza alle affermazioni. “Si tratta di pura fantasia – dice – Vaccarezza punta alla comunicazione astratta, sciolta dai contenuti. E’ esattamente vero l’opposto di quello che dichiara. Non lo dico per polemica, è la constatazione dei fatti. Ora la Provincia non si può arrogare meriti che non ha, ma che ha invece la Regione. Avevamo già criticato duramente l’amministrazione che si preoccupava solo dell’ampliamento e delle richieste dell’azienda, quando invece dovevano essere valutate le implicazioni ambientali. Non si doveva parlare di un nuovo gruppo, ma di quelli esistenti”.
“La Regione ha azzerato la linea della Provincia – prosegue il capogruppo provinciale del Pd – e si è arrivati ad una conclusione condivisa, con l’ascolto delle esigenze del territorio e la necessità di applicare le nuove tecnologie alle unità esistenti. Tutti aspetti che la Provincia non ha mai trattato”.
L’autorizzazione della Regione è per costruire una nuova unità a carbone di 460 Mw di generazione VL6. L’azienda dovrà presentare l’AIA, ossia l’adeguamento all’autorizzazione integrata ambientale, per il periodo transitorio di 9 anni, sui quali verificare la riduzione delle emissioni. All’entrata in esercizio del nuovo gruppo, dovrà essere demolita una delle due vecchie unità modello VL3 e, dopo l’abbattimento, potrà essere realizzata una nuova unità di pari potenza con gli stessi limiti di emissioni definiti per la VL6.
L’autorizzazione, inoltre, chiede all’azienda che sia demolita al nono anno la seconda sezione a carbone VL4. Soltanto in quel momento, ci potrà eventualmente essere la possibilità di un terzo gruppo funzionante. Inoltre, TP dovrà accordare una serie di “compensazioni” ai Comuni che subiscono l’impatto dell’attività industriale, con la realizzazione di progetti di risparmio energetico e di un piano di monitoraggio, prima e dopo l’opera, per il controllo delle emissioni inquinanti.