Alassio. Manganelli per gli agenti della polizia locale alassina. Sulla proposta, lanciata dal Consigliere Comunale Fabio Lucchini e sulla quale è intervenuto anche Jan Casella, si è voluto esprimere per alcune precisazioni il presidente dell’Ipa Riviera delle Palme (Associazione Internazionale di Polizia) Fabrizio Marabello: “Senza entrare nel contesto del confronto politico che, giustamente, le parti rappresentate in seno al Consiglio Comunale devono svolgere, è opportuno precisare che, a nostro avviso, la dotazione del cosiddetto manganello o sfollagente alle Forze di Polizia Locale dovrebbe essere obbligatoria e di conseguenza subordinata all’espletamento di un corso per il suo utilizzo, come di fatto già avviene in altre realtà”.
“Vi sono normative che disciplinano e autorizzano tale accessorio che, è giusto ricordare, al personale di polizia serve solo ed esclusivamente per difendersi (e difendere il cittadino, incluso il Consigliere Casella) da eventuali aggressioni. Per esempio, la Polizia Locale di Borghetto Santo Spirito ha in dotazione tale strumento da almeno dieci anni per volontà dell’allora Amministrazione Malpangotto; il manganello viene indossato dagli Agenti per motivi di ordine pubblico e comunque sempre trasportato a bordo dei veicoli di servizio. Il manganello o sfollagente viene utilizzato in casi particolari e delicati ossia per tenere a distanza un aggressore, per immobilizzare un malvivente, per evitare il contatto fisico, soprattutto se in presenza di ferite. Sono palesi i vantaggi nell’operare in condizioni di sicurezza” spiega il presidente dell’associazione di polizia.
“Dare una connotazione politica all’uso del manganello: fascista chi è favorevole, comunista chi non lo è, serve solo a produrre della pura demagogia! Chi governa una comunità piuttosto dovrebbe preoccuparsi di tutelare, in primis, la sicurezza dei cittadini e garantire l’incolumità di coloro che sono preposti a vigilare su di essi, soprattutto quando avvengono determinati episodi criminosi quali risse, lesioni e danneggiamenti che, purtroppo, talvolta si verificano nei Comuni della nostra Riviera con l’arrivo, in occasione delle vacanze estive, di certa feccia che di certo non rappresenta quel turismo di qualità da molti auspicato! Se poi, in estate, sommiamo la popolazione turistica con quella locale, si ha un notevole incremento di abitanti con conseguente apprezzabile incremento delle problematiche connesse alla sicurezza pubblica” osserva ancora Marabello.
“E’ necessario rammentare che sono molti i governi (anche di sinistra) sia nei paesi europei sia in quelli extra comunitari che autorizzano le Forze dell’Ordine all’uso del manganello. L’importante è rispettare le regole e usare sempre il buon senso! Consigliere Casella, forse Lei ritiene legittimo il gesto di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova nel 2001 (lanciare ‘in maniera pacifica’ un estintore contro un defender dei Carabinieri) e bandisce il manganello in dotazione alle Forze di Polizia come mezzo di difesa…il dibattito è aperto! Alassio è una città stupenda ma lo è ancor di più quando è sicura” conclude Marabello.
Il consigliere comunale Jan Casellla invece aveva detto: “Come consigliere comunale di Sinistra Alassina mi sento in dovere di intervenire in merito all’assurda proposta del consigliere Fabio Lucchini che chiede al Sindaco di dotare i vigili di manganelli per fronteggiare eventuali problemi di ordine pubblico. Questa ‘sparata’ arriva dopo una lunga serie di articoli che descrivono la nostra città impegnata quasi esclusivamente nella lotta all’abusivismo commerciale (mirata soprattutto verso l’anello ‘debole’ della catena), o che rammentano continuamente dell’esistenza di divieti. Spero vivamente che questa proposta da ‘camerata nostalgico’ non sia condivisa dal Sindaco e dal resto del consiglio comunale e, in particolar modo, non sia apprezzata da coloro che all’interno della maggioranza si identificano in un’area di centrosinistra”.
“Spero perciò di assistere ad una presa di distanze che ci dia modo di pensare di non essere nuovamente amministrati dalla politica del divieto e del manganello. Al di là del fatto che tutte le nostre Forze dell’Ordine hanno già a disposizione strumenti in grado di garantire la loro e la nostra incolumità, sostengo che sarebbe l’ora che Alassio tornasse ad essere nota come città del divertimento, della civiltà e dell’educazione e che non se ne desse solo e sempre un’immagine di paese costretto a cercare nella repressione la soluzione ai suoi mali. Citare a ripetizione episodi di microcriminalità, anche riciclando più volte lo stesso, può fornire a chi legge la falsa impressione di una città di frontiera, in balia di extra comunitari o balordi violenti, e mette in scena una rappresentazione non veritiera che reca danno all’intera comunità e all’immagine turistica di Alassio” aveva concluso Jan Casella.