Alassio, riaprono Le Vele. Il patron Becchio: “Rimango amareggiato, gli amministratori chiedano scusa”

Discoteca

Alassio. E’ più disteso, soddisfatto, ma sempre pronto a dirla senza remore Franco Becchio, il patron della discoteca Le Vele di Alassio. Appena ha appreso del via libera alla riapertura del locale da parte della commissione tecnica, ha tirato un sospiro di sollievo, senza però ritrattare le critiche dei giorni scorsi. “Sono contento dell’esito e dell’autorizzazione e resto demoralizzato – afferma – Riapriremo Le Vele domani o dopodomani. Gli amministratori pubblici dovrebbero capire che esistono locali gestiti con passione, e ad Alassio ce ne sono, e ci sono quelli che, oltre ad essere gestiti con il cuore, fanno la differenza. Il mio ha sempre fatto la differenza, portando in Riviera il meglio, la classe, il gusto e proiettando la città nella moda”.

Con il sopralluogo di oggi e l’autorizzazione, superati gli ultimi intoppi (parcheggio e prescrizioni Asl), la discoteca ponentina potrà riaprire i battenti dopo due anni di fermo. All’assessore al turismo Rinalgo Agostini non erano piaciute le parole di Becchio: “Non è giusto additare Alassio come una città poco elegante, in un momento in cui si sta cercando di rilanciare la nostra immagine turistica con eventi di qualità coinvolgendo tutti i commercianti compresi anche i gestori delle discoteche e dei locali notturni; forse sarebbe il caso che Becchio ripensasse a quello che ha detto e che chiedesse scusa prima di tutti ai suoi colleghi e ai commercianti alassini” aveva detto l’assessore.

Lo stesso patron delle Vele torna sull’argomento: “Non ho motivo di chiedere scusa, men che meno ai commercianti, perché ero proprio insieme ad albergatori e titolari di esercizi pubblici quando, nel budello di Alassio, ho osservato che a girare c’erano soltanto persone in canottiera. Chiedano piuttosto scusa gli amministratori che non capiscono proprio niente di quanto ha fatto per la città”. Becchio la settimana scorsa aveva annunciato di non voler mettere più piede nella città dal muretto, colto dall’irritazione per la mancata autorizzazione della discoteca. “Me ne sto a Porto Cervo, dove forse mi fanno un monumento per l’economia turistica che ho organizzato qui – dice oggi – Per adesso aspetto prima di tornare ad Alassio”.