Cronaca

Infiltrazioni mafiose ad Andora, lo sfogo di Floris: “Il mio Comune è un esempio di trasparenza”

Andora. E’ un vero e proprio sfogo quello del sindaco andorese Franco Floris per allontanare il sospetto di infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici del suo Comune e per chiarire la sua posizione nei confronti delle indagini della Procura savonese sugli affari della Scavo-ter nella cittadina al confine con la provincia di Imperia.

“Abbiamo portato avanti i nostri progetti con il massimo della trasparenza” esordisce Floris che, a proposito del progetto del raddoppio feroviario dice: “Se la Scavoter ha rapporti con le Ferrovie, o Italfer, il Comune non può saperlo. Si tratta di un accostamento vergognoso. La mia amministrazione ha prodotto atti concreti per contrastare la presenza di organizzazioni mafiose nei lavori pubblici con la creazione di un ufficio apposito per appalti e contratti con la verifica di tutte le pratiche. Abbiamo sempre applicato le regole. Non vi è nessun legame con la Italfer perché il Comune non è competente per i lavori: anzi, al contrario è stata proprio l’amministrazione comunale a denunciare, già nel 2008, la lentezza dei lavori e il danno per la città provocato dal cantiere”.

“Riguardo agli attacchi, anche personali, rispondo con fatti concreti – continua il sindaco andorese – L’8 giugno ho chiesto al Prefetto di verificare la possibilità di istituire una ‘stazione appaltante’ per la provincia di Savona per implementare i controlli sulla gestione degli appalti. Mi auguro che le indagini avviate dalla Procura possano concludersi a breve. Non abbiamo nulla da temere ed è anche nel nostro interesse andare fino in fondo in questa vicenda”.

Infine, una dura risposta di Floris anche sul fronte del Puc visto che il Comune di Andora è stato definito come “l’amministrazione del cemento”: “E’ un’accusa ridicola e sono i dati a dimostrarlo: dico solo che nel 2010 il nostro Comune ha incassato 400mila euro di oneri di urbanizzazione, una cifra ben più bassa rispetto a quella di altri Comuni costieri”. “Abbiamo inserito criteri precisi anche nella metratura dei nuovi alloggi in costruzione, per evitare lo spezzettamento…Abbiamo bloccato ogni progetto edilizio sulle colline, ritenendo molte zone sature”.

Il primo cittadino di Andora ha anche difeso l’azione del Comune nelle azioni di riqualificazione della città: da Palazzo Tagliaferro, rimesso a nuovo, a largo Milano con la nuova biblioteca comunale fino alla zona a mare del molo Tortuga, senza contare l’operazione hotel Lido (1,5 mln di euro in opere pubbliche). “Abbiamo vinto la causa per la Colonia d’Asti, che rimarrà spiaggia libera attrezzata con spazi pubblici “altro che alienazioni” dice Floris, oltre alla zona dell’Ariston in stato di abbandono, dove verranno realizzate due palazzine con una porzione d’albergo “anche in questo abbiamo limitato i metri cubi…”. Secondo Floris, gli atti portati avanti dalla sua amministrazione e, in particolare, dall’Ufficio tecnico, avrebbero toccato grandi interessi di privati, il che avrebbe portato a vendette e ritorsioni. “Il Comune sta per riappropiarsi di aree e porzioni di città che sono il patrimonio spettante non solo all’amministrazione comunale ma a tutti gli andoresi” ha aggiunto Floris, che ha citato a più riprese le esternazioni e le prese di posizioni manifestate dalla consigliere comunale Alessandra Barberis, che aveva presentato in Consiglio comunale una interpellanza sulle attività della Scavo-ter nel territorio andorese.

Infine, il sindaco di Andora ha difeso l’operato del Comune anche sul fronte dei concorsi pubblici e delle assunzioni del geometra Pariniello e dell’ingegnere Oreggia, le due persone che risultano indagate dalla Procura. “Oreggia ha semplicemente applicato il Puc con il rilascio dei permessi per le costruzioni in essere sul nostro territorio, così come Pariniello verso cui ho la massima fiducia. E’ giusto aspettare l’esito di questi accertamenti ma è solo il tribunale a poter emettere sentenza”.

“Noi andremo avanti con il nostro lavoro ed il nostro programma, che vede un bilancio invidiabile nonostante la più bassa pressione fiscale. Abbiamo investito 600 mila euro in più per l’assistenza socio-sanitaria e contributi alle famiglie, senza contare un campo solare da 100 posti. Questi sono fatti, il resto sono chiacchere…”.