
Albenga. Ennesima battuta d’arresto nel processo che vede imputati per l’accusa di omicidio Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, rinchiusi da oltre un anno nel carcere indaino di Varanasi.
“Oggi naturalmente niente udienza in quanto a Varanasi, che è una città di culto Indù, è in corso una celebrazione religiosa che durerà ben 9 giorni, chiamata “Nav Ratri Hindu Festival” meglio nota come “Ramnaumi” e quindi il poliziotto era impegnato in servizio per il mantenimento dell’ordine e della legge in quanto c’erano numerose manifestazioni di piazza e agitazioni alla vigilia” scrive la madre di Tomaso, Marina Maurizio.
“Domani i tribunali saranno chiusi per la festività, perciò è tutto rinviato a mercoledì 13 aprile. Quello che proprio non riusciamo a capire è perchè il giudice si ostina a fissare le udienze anche quando è consapevole che il testimone non si presenterà in aula” prosegue la madre di Tomaso.
“Oggi abbiamo invano cercato di contattare l’Ambasciata, ma erano tutti fuori stanza, forse saranno in festa anche loro. Capisco che il nostro Ministro degli Esteri ha problemi ben più gravi da risolvere, ma non per questo si devono abbandonare a stessi due ragazzi italiani e le loro famiglie. Una cosa è certa fino ad oggi a nulla sono serviti i nostri appelli, dovremo forse cercare un’azione eclatante?” continua la madre di Tomaso.
“A fine aprile saranno tre mesi oltre la data fissata, ma sembra che a nessuno importi nulla, né al giudice, né alla nostra Ambasciata a New Delhi, né tantomeno al nostro Ministero degli Esteri. Noi in fondo chiediamo solo che venga rispettata un’ordinanza del maggiore “Organo di Giustizia Indiano”, che ci è costata una fortuna in termini economici (come parcelle di avvocati), ma che ad oggi sembra carta straccia!” conclude Marina Maurizio.