India.“Forse sarebbe meglio usare il termine ‘non udienza’ del 6 aprile”. Commenta così Marina Maurizio l’ennesimo rinvio che continua a prolungare in maniera incomprensibile il processo a carico del figlio, Tomaso Bruno e dell’amica, Elisabetta Boncompagni, rinchiusi da oltre un anno nel carcere indiano di Varanasi per l’accusa di omicidio.
“Anche oggi, nonostante la garanzia data dalla pubblica accusa il poliziotto non si è presentato in aula a deporre, ma ha inoltrato l’ennesima richiesta di rinvio per motivi di impegni di ordine pubblico. Il giudice dopo le proteste dei nostri legali, gli ha concesso ancora un’opportunità e ha aggiornato il caso a domani, 7 aprile. Se l’agente non verrà a deporre verrà emesso nei suoi confronti il primo mandato di comparizione con sanzione” scrive Marina Maurizio.
“Non abbiamo più parole e nemmeno la voglia di protestare e fare pressioni verso le nostre istituzioni che dire che sono assenti è dir poco, ma dopo quello che stiamo vedendo in questi giorni della nostra politica estera, ci rendiamo conto che il nostro caso non interessa e che gli italiani che non si chiamano Berlusconi, sono lasciati al loro destino in Italia e ancora di più all’estero” conclude la madre di Tomaso.